8 marzo: i successi dell’agricoltura rosa

agricoltura_06-03-15È sempre più giovane e rosa l’agricoltura italiana che conta 217 mila imprese, il 29% del totale, spaziando dalla coltivazione, all’allevamento, dall’agriturismo alla pesca. Ad avere meno di 35 anni sono 12 mila imprenditrici, il 25% del totale “giovane” (comprese le aziende guidate da uomini), che si dimostrano attente ad innovazioni e tecnologie, pronte a percorrere nuovi business per battere la crisi e vincere in un mercato non facile, fino a pochi anni fa in mano maschile.

Un quadro tracciato dai dati Unioncamere-Infocamere aggiornati a fine 2014, da cui emerge che l’indice femminile è più forte nel Sud, con Sicilia, Puglia e Campania in testa che totalizzano circa 70 mila imprese, mentre il settore con più appeal è la coltivazione con il 92,5% delle imprenditrici, dai cereali alla canna da zucchero, dal tabacco alle erbe aromatiche. Le armi vincenti? Puntano sulla multifunzionalità aziendale, spaziando dalla produzione alla trasformazione, dalla vendita all’accoglienza, si alleano per essere più forti grazie ai nuovi strumenti messi a disposizione dal Governo, scommettono sulla sostenibilità, sull’export e sull’e-commerce.

Tante le storie rosa di donne coraggiose che “ce l’hanno fatta” senza essere sotto i riflettori, come Marta Zampieri, 44 anni, allevatrice per professione, ingegnere per hobby, che nel bellunese gestisce una malga a 1300 metri dove alleva capre cashmere e pecore francesi, vende giacchine modello chanel con la lana debitamente tessuta dei suoi animali, produce formaggi nel caseificio aziendale e cucina piatti della tradizione per gli ospiti del suo agriturismo.

Diversa l’esperienza di Loretta Di Simone, 41 anni titolare dell’azienda di famiglia da 4 generazioni nel cuore della Maremma che, con seminatrici di ultima generazione, coltiva antiche varietà di cereali come il grano Senatore Cappelli e il farro che vende anche on line sotto forma di pasta e farina; un’attività che ha rafforzato stipulando un contratto di rete con quattro aziende della zona per promuovere il territorio dal punto di vista ambientale ed enogastronomico.

E poi c’è Alice Cerutti, 33 anni, che produce riso nel solco di una tradizione che risale al XIV, perché la sua azienda faceva parte dei beni dell’Abbazia benedettina di Santo Stefano di Vercelli; coltiva tre varietà di riso, Carnaroli, Apollo e Venere, salvaguardando l’ambiente perché la sua Cascina è uno dei tre siti italiani di nidificazione della ittima Reale, uccello migratore molto raro. A Massa Carrara, in Toscana, invece, Radoslava Petrova, 41 anni, nata in Bulgaria cittadina italiana da 15 anni, ha fondato 4 anni fa la prima cooperativa di pesca tutta al femminile, la Bio e Mare; insieme ad un gruppo di donne tra i 21 e i 50 anni esce in mare, vende il pesce a diversi distributori e a 100 gruppi di acquisto solidali e si è specializzata in ricette bio cucinando il prodotto non utilizzato nel suo laboratorio di trasformazione.

Fonte: Ansa

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