A Verona, il punto sull’olio italiano: filiera da 815mila aziende

Quello dell’olio d’oliva extravergine è uno dei comparti più luccicanti del made in Italy alimentare, con un valore del solo export di 1,4 miliardi di euro. Simbolo della cucina tricolore, sempre più conosciuto e apprezzato all’estero, l’olio italiano si è dato appuntamento alla Fiera di Verona in occasione di “Sol&Agrifood”, il salone interazionale sull’agroalimentare di qualità.

LA PRODUZIONE
L’extravergine italiano è secondo al mondo per produzione, con 400mila tonnellate all’anno, ed ha una filiera composta da 815mila aziende agricole e 3.760 frantoi. Lungo lo ‘stivale’ sono un milione gli ettari coltivati a olivi, dei quali 170.000 a biologico (12% della Sau olivicola nazionale). L’Italia è il secondo produttore ed esportatore mondiale dietro alla Spagna, ma nettamente al primo posto per valore al litro.

IL SUCCESSO ALL’ESTERO
Il mercato di riferimento sono gli Stati Uniti dove vengono esportate mediamente 120mila tonnellate l’anno. In calo la produzione stimata per la campagna 2016/2017, pari a 200mila tonnellate (-58% rispetto alla campagna precedente), a causa delle condizioni meteorologiche sfavorevoli. I compratori che partecipano a Sol&Agrifood provengono da Usa, Danimarca, Germania, Giappone, Austria, Singapore, Regno Unito e Francia.

L’ORIGINALITA’ ITALIANA
Quello che rende unica l’offerta oleicola italiana è la biodiversità genetica, con 510 differenti cultivar, espressione dei territori di produzione che si estendono dal Trentino alla Sicilia e danno origine a oli extravergine unici per caratteristiche organolettiche con 42 dop e 3 igp.

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