ACE 2020: abrogata la Mini IRES e ripristinata l’ACE

Per la serie “a volte ritornano” ecco che si rivede l’ACE. La Legge di bilancio 2020 nel testo approvato da Senato nella seduta di ieri con il voto di fiducia, e ora in attesa di essere definitivamente approvata dalla Camera per essere pubblicata in Gazzetta Ufficiale entro il 31 dicembre 2019:

  • abroga la cd. Mini-IRES mai entrata in vigore e spesso contestata in quanto complessa come calcolo e rivolta esclusivamente alle imprese industriali;
  • reintroduce l’ACE e fissa l’aliquota percentuale per il calcolo del rendimento nazionale del nuovo capitale proprio all’l,3 per cento. Il coefficiente di deduzione scende così dall’1,5% previsto per il 2018 all’1.3% previsto per il 2019 e per gli anni a seguire.

La reintroduzione dell’ACE (Aiuto alla Crescita Economica) il cui scopo è incentivare la patrimonializzazione delle imprese, permette di prendere in considerazione gli incrementi patrimoniali effettuati dal 2011 al 2018, senza soluzione di continuità rispetto al passato.

Il beneficio ACE (Aiuto alla Crescita Economica), previsto sia per i soggetti Ires che per i soggetti Irpef, va indicato nella dichiarazione dei redditi compilando il quadro RS. Per quanto riguarda i soggetti IRPEF, possono beneficiare dell’ACE le imprese individuali e le società di persona in contabilità ordinaria per obbligo o per opzione.

Com’è noto l’agevolazione ACE “trasforma” in una deduzione dal reddito complessivo netto, parte dell’incremento di capitale proprio dell’impresa moltiplicato per un coefficiente fissato annualmente dal governo. Pertanto il beneficio è il seguente: su 100.000 di incrementi patrimoniali per le imprese, la percentuale dell’1,3% non viene sottoposta a tassazione (1.300 euro).

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