Addio ad acconti e saldi con prelievo mensile

Addio acconti e saldi e ritenuta del 20%, per autonomi e partite Iva il prelievo sarà mensile ma non per cassa restando il criterio contabile in uso. È una vera rivoluzione quella tracciata da Luigi Marattin, presidente della commissione finanze della camera, e da Alberto Gusmeroli, vicepresidente della commissione finanze della camera, in seno ai lavori dell’indagine conoscitiva per la riforma dell’Irpef. La proposta è stata formalizzata in una comunicazione di confronto ufficiale con i rappresentanti delle associazioni e delle imprese che hanno ricevuto ieri la comunicazione.

L’idea è nata durante l’audizione dei rappresentanti di Confesercenti durante il dibattito in commissione. L’ipotesi proposta è quella di non abbandonare gli attuali calcoli ma di parametrare il prelievo non in due tranche di saldo e acconto di giugno/luglio e novembre bensì in 12 rate corrispondenti ciascuna a un dodicesimo delle imposte da pagare dell’anno precedente. Le eventuali differenze di imposta di un anno rispetto all’anno precedente verrebbero compensate nella rateizzazione dell’anno successivo. Accanto al prelievo mensile si aggiunge un’altra novità: l’abolizione della ritenuta d’acconto del 20%, si dovrebbe mandare in soffitta l’ anticipo che chi paga una fattura versa allo stato per conto del professionista.

L’ipotesi illustrata ai rappresentanti delle associazioni di imprese e professionisti è quella, formulata sul 2020/2021, di versare 1/6 del saldo dell’anno precedente (2020) e 1/6 dell’acconto dell’anno nuovo (2021) ogni mese con decorrenza o dalla fine del mese di luglio con riferimento al 16 dei mesi da luglio fino alla fine di dicembre. E poi 1/6 del secondo acconto dell’anno nuovo, 2021, ogni mese da gennaio a giugno del 2022.

Nei mesi scorsi grande clamore aveva suscitato la proposta che arrivava dal direttore dell’Agenzia delle entrate, Ernesto Maria Ruffini, di modificare il metodo di calcolo delle partite Iva. Proposta che, peraltro, il direttore ha rinnovato proprio in sede di audizione per la riforma dell’Irpef il 14 settembre 2020.

Per Ruffini si doveva passare a un prelievo per cassa da attuare ogni mese per superare proprio il principio degli acconti. Il presupposto però della riforma proposta dal numero uno dell’Agenzia delle entrate si basava su un cambio di tenuta della contabilità che per le partite Iva avrebbe significato innanzitutto maggiori costi in termini di software e di gestionali, tanto che la proposta ha fatto storcere il naso ai rappresentanti delle categorie di professionisti e imprese.

Fonte: Italiaoggi.it
Autrice: Cristiana Bartelli

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