Bonus 600 e 1000 euro tra conferme e novità nel Decreto Rilancio

Al fine di sostenere i soggetti colpiti dall’emergenza epidemiologica “Covid-19”, il cd. Decreto “Rilancio”, approvato dal Consiglio dei Ministri introduce o riconferma diversi tipi di indennità di sostegno al reddito per i lavoratori.

Si specifica che il Decreto non è stato ancora pubblicato in Gazzetta, ma il contenuto è stato confermato dal Presidente del Consiglio Conte nel comunicato stampa del 13 maggio e pertanto non dovrebbe più subire modifiche sostanziali.

Dal Decreto emerge il rinnovo e l’ampliamento delle misure già previste nel decreto Cura Italia per il sostegno delle famiglie, lavoratori e imprese al tempo del Covid 19. Vediamo le principali previsioni con riferimento alle indennità per i lavoratori danneggiati dall’emergenza epidemiologica:

Bonus 600 euro rinnovato per aprile

Viene confermata, l’indennità di 600 euro che è stata erogata nel mese di marzo a favore dei soggetti di cui all’articolo 27 del decreto-legge 18 marzo del 2020, n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, anche per il mese di aprile. I beneficiari sono quindi:

  • liberi professionisti titolari di partita IVA attiva alla data del 23 febbraio 2020 e lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.) attivi alla medesima data, iscritti alla Gestione separata (di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335), non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria;
    lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’Ago (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri), non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie;
  • lavoratori dipendenti stagionali del turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato il rapporto di lavoro nell’arco temporale che va dal 1° gennaio 2019 alla data del 17 marzo 2020 e purchè gli stessi non risultino titolari di pensione o di rapporto di lavoro dipendente;
    lavoratori in somministrazione, impiegati presso imprese utilizzatrici operanti nel settore del turismo e degli stabilimenti termali, che abbiano cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020 non titolari di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente, né di NASPI, alla data di entrata in vigore della presente disposizione;
  • ai lavoratori del settore agricolo già beneficiari per il mese di marzo dell’indennità di cui all’articolo 30 del decreto-legge 18 marzo del 2020, n. 18, pari a 600 euro, è erogata per il mese di aprile 2020 un’indennità di importo pari a 500 euro;
  • lavoratori iscritti al Fondo pensioni dello spettacolo (con almeno 30 contributi giornalieri versati nell’anno 2019 al medesimo Fondo) da cui è derivato un reddito non superiore a 50.000 euro, e non titolari di pensione purchè non risultino titolari di rapporto di lavoro dipendente alla data del 17 marzo;
  • Bonus maggio di 1.000 euro alle P.Iva che hanno avuto un calo del reddito del 33%.

Per quanto riguarda il mese di maggio, il decreto prevede l’aumento dell’indennità a 1.000 euro a favore di liberi professionisti titolari di partita iva attiva alla data di entrata in vigore del decreto, a condizione che:

– siano iscritti alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335,
– non siano titolari di pensione e non risultino iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie,
– abbiano subito una comprovata riduzione di almeno il 33 per cento del reddito del secondo bimestre 2020, rispetto al reddito del secondo bimestre 2019.

Si ricorda che i soggetti richiedenti dovranno autocertificare il nuovo requisito all’INPS.

La bozza di decreto in esame prevede la medesima indennità di 1.000 euro per il mese di maggio anche a favore di:

• lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.)
– iscritti alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335;
– non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie;
– che abbiano cessato il rapporto di lavoro entro la data di entrata in vigore del presente decreto.

• lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali che:
– hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020;
– non risultino titolari di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente, né di NASPI, alla data di entrata in vigore della presente disposizione.

• lavoratori in somministrazione, impiegati presso imprese utilizzatrici operanti nel settore del turismo e degli stabilimenti termali, che:
– abbiano cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020,
– non risultino titolari di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente, né di NASPI, alla data di entrata in vigore della presente disposizione.

Si segnala inoltre una novità contenuta nel decreto Rilancio. Il bonus da 600 euro è stato esteso a categorie di lavoratori non incluse nel “Cura Italia”. L’indennità viene infatti concessa (per i mesi di aprile e maggio) ad ulteriori beneficiari che hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività o il loro rapporto di lavoro, a causa dell’emergenza epidemiologica. (cfr. anche Bonus 600 euro per nuove categorie di lavoratori: novità del decreto Rilancio).

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