Cancellata la seconda rata Imu (ma non per tutti)

Cancellata la seconda rata Imu per tutte le attività economiche interessate dalle chiusure o dalle limitazioni di orario previste dall’ultimo dpcm. Ma solo se i proprietari degli immobili sono al tempo stesso gestori delle attività sospese. A differenza infatti di quanto previsto nel decreto Agosto (art.78 dl 104/2020) che ha cancellato la seconda rata Imu per stabilimenti balneari, termali, alberghi, agriturismi, villaggi turistici, bed&breakfast, residence, campeggi, immobili utilizzati per allestimenti fieristici, cinema, teatri, sale concerti, sale da ballo, discoteche, ma senza prevedere la necessaria coincidenza tra proprietario e gestore, la misura annunciata dal presidente del consiglio Giuseppe Conte nella conferenza stampa di presentazione del Dpcm 24 ottobre, restringe il campo dei beneficiari «attesa la numerosità delle attività interessate dall’abolizione del versamento».

Cosa dice la relazione
La relazione illustrativa della bozza di decreto legge «Ristori», approvato ieri dal consiglio dei ministri, parla chiaro: l’elevato numero di possibili beneficiari ha portato l’esecutivo a disegnare una disciplina a doppio binario con le nuove casistiche di esonero che richiederanno la coincidenza tra proprietario e gestore mentre quelle del dl Agosto continueranno a non prevederla.

Cosa stanzia il governo
Per l’operazione, il governo stanzia ulteriori 96,4 milioni di euro che saranno ristorati ai comuni per compensarli delle mancate entrate Imu. La quota Imu statale a cui l’erario rinuncerà ammonta a 19,3 milioni. Nel complesso, dunque, l’operazione genererà una perdita di gettito complessiva di 115,7 milioni. Gli effetti finanziari della misura sono stati calcolati considerando i versamenti Imu dei soggetti classificati nei codici Ateco interessati dalla norma di sospensione, escludendo quelli già indicati come beneficiari dal decreto Agosto (cinema, teatri, discoteche, stabilimenti balneari e immobili utilizzati per l’organizzazione di eventi fieristici).

Tamponi antigenici rapidi
Vengono stanziati 30 milioni per i tamponi antigenici rapidi che dovranno essere eseguiti dai medici di famiglia e dai pediatri in modo da ridurre la pressione sui dipartimenti di prevenzione delle Asl e ridurre i tempi di attesa di coloro aspettano il tampone in quanto «contatti stretti» di casi Covid confermati. Il governo stima di effettuare tra novembre e dicembre 2 milioni di tamponi ad un costo medio di 15 euro a tampone. Le regioni dovranno comunicare al Sistema tessera sanitaria il numero di tamponi antigenici rapidi consegnati ai medici di famiglia e ai pediatri. Saranno loro, utilizzando le funzionalità del Sistema tessera sanitaria, a predisporre il referto elettronico del tampone che sarà visualizzabile sul Fascicolo sanitario elettronico.

Un numero di telefono per i positivi e per il contact tracing
Verrà istituito un servizio nazionale di risposta telefonica per le persone risultate positive al virus Sars-Cov-2 o che hanno avuto contatti stretti o casuali con soggetti risultati positivi. Tale numero di telefono servirà a svolgere attività di contact tracing e sorveglianza sanitaria, accompagnando i positivi verso i servizi di prevenzione e assistenza delle rispettive Asl. Saranno gli operatori telefonici ad accedere al sistema centrale dell’app «Immuni» e a caricare il codice chiave in presenza di un caso di positività.

Norme sulla giustizia
Nella fase delle indagini preliminari il pubblico ministero e la polizia giudiziaria potranno avvalersi di collegamenti da remoto per compiere atti che richiedono la partecipazione dell’indagato, della persona offesa, del difensore, di consulenti e esperti, qualora la loro presenza fisica possa mettere a rischio le esigenze di contenimento del Covid. Anche il processo penale sarà digitalizzato con l’obbligo di depositare memorie, documenti, richieste e istanze presso gli uffici delle procure in formato digitale. Nel processo amministrativo, invece, per le udienze e le camere di consiglio che si svolgono dal 9 novembre al 31 gennaio 2021, gli affari in trattazione passeranno in decisione senza discussione orale sulla base degli atti depositati. Il giudice delibererà in camera di consiglio se necessario avvalendosi di collegamenti da remoto. Da remoto si svolgeranno anche le udienze pubbliche o le camere di consiglio dei giudizi tributari.

Rinviate le elezioni di comuni, città metropolitane e province
Le elezioni dei comuni sciolti per infiltrazioni mafiose, previste per il 22 e 23 novembre, saranno rinviate al 2021. Nelle città metropolitane il termine per procedere a nuove elezioni del consiglio metropolitano sarà fissato in 180 giorni dalla proclamazione del sindaco del comune capoluogo. Il differimento riguarda le città metropolitane di Venezia e Reggio Calabria dove le elezioni del consiglio metropolitano si sarebbero dovute tenere rispettivamente il 25 e 29 novembre. Entrambe le date slitteranno di ulteriori 120 giorni. Slittano anche le elezioni dei nuovi presidenti di provincia e dei consigli provinciali che si svolgeranno entro 180 giorni (invece che 90) dalle elezioni comunali del 20 e 21 settembre. Le consultazioni si svolgeranno dunque entro dicembre 2020.

Sterilizzate le assunzioni nella polizia locale
Per assicurare il controllo del territorio e il rispetto delle misure anti Covid, le spese per nuove assunzioni del personale di polizia locale non rileveranno i fini del rispetto dei valori soglia entrate/spese di cui al decreto Crescita 2019 (dl n.34) che consente le assunzioni extra turnover nei comuni virtuosi. La sterilizzazione di queste spese durerà un anno e decorrerà dall’entrata in vigore del decreto Ristori.

Fonte: Italiaoggi.it

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