Coronavirus, cosa prevede il piano del Governo per salvare l’economia

Mentre il Coronavirus in Cina continua a mietere vittime, si è tenuto ieri sera a Palazzo Chigi l’incontro interministeriale, presieduto dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, per un aggiornamento sul rischio sanitario collegato al virus e su tutte le varie implicazioni legate all’emergenza, specie sul fronte economico e turistico.

“Massima precauzione”, istruttoria per misure di contenimento effetti negativi
L’Esecutivo ha avviato un’istruttoria per l’adozione di misure di contenimento degli effetti negativi dell’emergenza sul nostro sistema economico e produttivo e fa sapere che continuerà a perseguire una linea di “massima precauzione”, con l’obiettivo prioritario di assicurare la tutela della salute di tutti i cittadini, “come fatto fino ad ora con tutte le misure già assunte”.

Il Governo si assicurerà che tutte le iniziative prese restino costantemente adeguate ai criteri di proporzionalità e adeguatezza necessari, e continuerà a promuovere iniziative di sostegno umanitario e, anche a livello europeo, di solidarietà nei confronti del popolo cinese. Sarebbero allo studio anche iniziative di collaborazione scientifica per sostenere il grande sforzo delle autorità cinesi.

300 milioni per le imprese e la sfida dei mercati maturi
Tanto per cominciare, sul tavolo c’è il tema dell’export. Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha annunciato per i prossimi giorni un tavolo in cui coinvolgere gli esponenti di governo interessati per studiare un piano straordinario di interventi e di investimenti a sostegno delle imprese alla luce dell’emergenza Coronavirus. In un’intervista a Il Sole 24 Ore ha fatto sapere che per il 2020 “abbiamo messo a disposizione circa 300 milioni che attraverso l’Agenzia Ice potranno andare a finanziarie il sostegno del Made in Italy”.

Ad essere colpiti sono, per l’Italia, soprattutto il comparto del lusso e l’agroalimentare. Anche se il ministro dell’Economia Gualtieri ha detto che è “prematuro” parlare di stime, sappiamo che il nostro export verso la Cina vale ben 13 miliardi (31 invece il valore dell’import).

Di Maio ha sottolineato come le nostre esportazioni di merci e servizi rappresentino una priorità strategica nella politica economica estera del governo italiano, dal momento che costituiscono la componente “più dinamica” della ricchezza nazionale: “Il 32% del Pil deriva infatti dall’export” spiega.

La contrazione dell’economia cinese potrà creare rallentamenti all’economia mondiale, non solo a quella italiana, ha osservato il titolare della Farnesina. E mentre gli effetti del Coronavirus si fanno sentire anche sui mutui della case, “vista l’incertezza mondiale è il momento di puntare su mercati già maturi”. E quindi, è necessario studiare nuove strategie e intensificare il nostro impegno verso i principali mercati dell’Unione Europea, come Germania, Francia, Regno Unito e Spagna.

I controlli negli aeroporti e nelle stazioni ferroviarie
Lato sicurezza, il capo della Protezione civile e commissario per l’emergenza Coronavirus, Angelo Borrelli, non esclude la possibilità di estendere i controlli sanitari negli aeroporti anche alle stazioni ferroviarie. “Se ci sarà bisogno, siamo pronti”, ha assicurato. Tra le misure adottate negli aeroporti italiani, gli scanner per la misurazione della febbre sono stati predisposti anche nelle aree transiti. “Chi staziona nelle aree intermedie sarà controllato. È anche questa una misura per fare stare tranquilli i cittadini”, ha aggiunto Borrelli.

Il premier Conte ha detto che l’Italia deve mantenere “standard di massima sicurezza” nel contrastare la diffusione del Coronavirus. Confermate dunque tutte le misure fin qui adottate, compreso il blocco dei voli diretti con la Cina, anche se non si esclude di adottare una certa flessibilità. II blocco resterà “fino a quando la comunità scientifica ci dirà che c’è un rallentamento dei contagi” ha aggiunto Di Maio. Mentre i collegamenti cargo da e per la Cina continuano senza ritardi o interruzioni (qui vi abbiamo spiegato come ottenere i rimborsi in caso di annullamento del vostro volo).

Anche Borrelli ha difeso lo stop ai voli diretti con la Cina: “La nostra priorità è la salute dei cittadini e in questo modo la tuteliamo. Altri hanno fatto scelte diverse ma questo non ci condiziona, la guardia deve rimanere alta”. “Posso assicurare che la nostra amicizia con la Cina rimane fortissima, ma si deve pensare alla sicurezza”.

Il numero uno della Protezione civile ha spiegato che in Italia sono state monitorate 511 mila persone in tre giorni e sono state trovate soltanto otto persone con la febbre, “quindi siamo rassicurati, anche se nel resto del mondo i casi aumentano “e noi dobbiamo essere preparati”.

La situazione nei porti
Massima allerta anche nei porti, dove sono stati intensificati i controlli. A Genova vengono effettuati dalla sanità marittima, e in caso di emergenza si attiverebbe una task force da Roma.

Le navi cargo dalla Cina intanto non arrivano più: non tanto per il rischio contagio a bordo, quanto perché le merci hanno subito una contrazione forte: si parla del 5% dei volumi, ma il dato potrebbe essere decisamente più preoccupante.

Fonte: Fiscoetasse.it

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