Coronavirus: cosa si rischia a uscire di casa

Prima ancora delle sanzioni penali, a uscire di casa in questo momento si rischia la propria salute e quella degli altri. È un principio che va, comunque, ribadito per evitare che il provvedimento adottato dalla Presidenza del Consiglio che ha istituito tutta l’Italia «zona protetta» venga sottovalutato e che, di conseguenza, il sacrificio di tanti resti banalizzato per un atteggiamento superficiale di alcuni.

Detto questo, il Dpcm approvato ieri che ha allargato all’intero Paese le restrizioni in vigore al Nord consente gli spostamenti per «comprovate esigenze lavorative» ed in caso di necessità. Non c’è bisogno, quindi, di rinunciare al lavoro se proprio non è possibile farlo. E nemmeno di prendere d’assalto i supermercati, come già successo di nuovo ieri sera in alcune città non appena il premier Giuseppe Conte ha aperto bocca per annunciare il decreto.

Tuttavia, per spostarsi all’interno del Paese è necessario portare con sé un’autocertificazione (scarica il modulo) in cui il cittadino dichiari perché è uscito di casa, dov’è diretto e fino a che ora. Un documento in cui si impegna a dire la verità e che dovrà essere mostrato alle forze dell’ordine in caso di controllo.

Che cosa rischia chi esce di casa senza un valido motivo o dichiarando il falso? Gli potranno essere contestati una catena di reati. Nello specifico:

  • inosservanza di provvedimenti dell’Autorità: arresto fino a tre mesi e ammenda fino a 206 euro;
  • falsa attestazione o dichiarazione a pubblico ufficiale: reclusione da uno a sei anni;
  • delitti colposi contro la salute pubblica: carcere da tre a 12 anni;
  • epidemia: per chiunque cagioni un’epidemia mediante la diffusione di germi patogeni è prevista, in caso di dolo, la pena dell’ergastolo.

Il divieto assoluto di spostamento, senza alcuna eccezione, riguarda le persone che sono sottoposte alla quarantena o che sono risultate positive al virus.

I controlli possono essere effettuati dalle forze di polizia (ma anche, potenzialmente, dai vigili del fuoco e dalle Forze armate) lungo le linee di comunicazione e le grandi infrastrutture del sistema trasporti. Sono previsti controlli in autostrada (da parte della Polizia stradale), sulla viabilità ordinaria (Carabinieri e Polizia municipale), sulle ferrovie (Polizia ferroviaria, in collaborazione con autorità sanitarie e Protezione civile) anche attraverso «termoscan», negli aeroporti. La verifica sulla veridicità delle dichiarazioni può avvenire successivamente.

Fonte: Laleggepertutti.it
Autore: Carlos Arija Garcia

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