Coronavirus: importi e requisiti del Reddito di emergenza

Reddito di emergenza: dopo settimane di indiscrezioni ecco arrivare i primi dettagli su quello che sarà il nuovo strumento per il sostegno del reddito introdotto appositamente per l’emergenza epidemiologica da COVID-19. Nell’ultima bozza del Decreto Cura Italia di maggio, infatti, sono resi noti i requisiti, nonché gli importi, del nuovo Rem. Ad esempio, scopriamo che questo – a differenza dell’indennità di 600,00€ per le P.IVA – non è riconosciuto alla singola persona, bensì all’intero nucleo familiare come accade per il reddito di cittadinanza (per il quale è in atto una modifica degli importi).

L’importo, invece, non sarà fisso ma dipenderà proprio dalla composizione del nucleo familiare. Ma andiamo con ordine e vediamo quanto si legge nell’ultima bozza del Decreto Cura Italia in merito a questo importante aiuto economico per le famiglie in difficoltà a causa della crisi.

Reddito di emergenza: cos’è e chi può richiederlo
Come si legge nell’ultima bozza del Decreto Cura Italia (per il quale dovrebbero essere stanziati fino a 50 miliardi di euro), il Rem è “la misura di sostegno al reddito per i nuclei familiari in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19”. La richiesta dovrà essere presentata entro il prossimo luglio e potranno beneficiarne i nuclei familiari che soddisfano i seguenti requisiti:

  • il richiedente del beneficio deve essere residente in Italia. La residenza deve essere verificata;
  • patrimonio mobiliare, con riferimento al 2019, inferiore a 10.000€. Questa soglia è aumentata di ulteriori 5.000€ per ogni componente del nucleo familiare diverso dal richiedente, fino ad un massimo comunque di 20.000€;
  • hanno un reddito familiare inferiore all’importo del reddito di emergenza stesso;
  • ISEE non superiore a 15.000€.

Ci sono, inoltre, delle condizioni di incompatibilità. Ad esempio, non possono farne richiesta quei nuclei familiari dove anche una sola persona ha beneficiato di una delle indennità riconosciute dal Decreto Cura Italia di marzo. Non hanno diritto al REM i componenti del nucleo familiare e nemmeno i ricoverati di lunga degenza (o in altre strutture residenziali a totale carico dello Stato).

Non è incompatibile inoltre con il reddito di cittadinanza. Nella bozza del Decreto, infatti, si legge che quei nuclei familiari che percepiscono RdC ma per un importo inferiore a quello a cui avrebbero diritto con il reddito di emergenza, possono fare domanda al fine di ricevere un’integrazione.

Reddito di emergenza: quale importo?
L’importo del reddito di emergenza non è fisso, bensì varia a seconda del numero dei componenti del nucleo familiare. Si parte quindi da un minimo di 400,00€ per arrivare ad un massimo di 800,00€.

Per il calcolo dell’importo spettante per ogni famiglia viene utilizzato lo stesso parametro di scala di equivalenza previsto per il reddito di cittadinanza. Nel dettaglio, si considera un coefficiente pari a:

  • 1 per il richiedente del reddito di emergenza;
  • +0,4 per ogni componente maggiorenne;
  • +0,2 per ogni componente minorenne.

Ad esempio, per una famiglia composta da due maggiorenni e due minorenni ci sarebbe un parametro di equivalenza pari a 1,8. Di conseguenza l’importo del reddito di emergenza sarebbe pari a 720,00€. Ricordiamo, inoltre, che il reddito familiare deve essere comunque inferiore al valore del beneficio spettante. Quindi per poter beneficiare di questa indennità la famiglia in questione dovrebbe avere un’entrata mensile inferiore ai 720,00€.

In ogni caso, quindi, anche quando il parametro di equivalenza è superiore a 2, l’importo non potrà comunque superare gli 800,00€. Il REM sarà erogato per tre mesi, mentre per la richiesta ci sarà un apposito modulo predisposto dall’INPS da presentare entro luglio 2020. Attenzione a farne domanda senza averne i requisiti: in quel caso vi verrà chiesta la restituzione di quanto indebitamente percepito.

Fonte: Money.it

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