Decreto legge per Quota 100 e reddito di cittadinanza

Quota 100 e reddito di cittadinanza, trovata la quadratura del cerchio. Al termine del vertice di maggioranza di stamattina, alle 18 si è riunito il consiglio dei ministri che aveva all’ordine del giorno il decreto legge contenente «Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni».

Tra le misure contenute nel provvedimento, via libera agli stanziamenti per tfs (tfr degli statali) anticipato per tutti e per fondo volo Alitalia. Ed è stata come annunciato una riunione abbastanza breve, terminata poco dopo le 19,20.  Il premier Giuseppe Conte ha dichiarato nel corso di una conferenza stampa alla quale non ha partecipato il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, che il decreto è frutto di “un progetto economico e sociale di cui siamo fieri” e che riguarda in primo luogo 5 milioni di poveri.

Il vicepremier Matteo Salvini ha dichiarato che per quota 100 ci sono “22 miliardi a disposizione” in un triennio e che non si saranno penalizzazioni.  Il vicepremier Luigi Di maio, con il sorriso sulle labbra, ha annunciato che quello di oggi “è un giorno storico perché nasce un nuovo welfare state”. E ha precisato che il redidto di cittadinanza durerà 18 mesi e non “sarà assistenzialismo, ma il reinserimento nel mondo del lavoro”. 

Per le due misure sono disponibili in tutt 11 miliardi  nel 2019, di cui 7 per il reddito di cittadinanza e 4 per le pensioni.”Oggi è una giornata importante e a vincere sono, come sempre, i cittadini. Un risultato che ripaga anni di battaglie portate avanti dal M5S”, aveva affermato il vicepremier Luigi Di Maio al termine del vertice e prima che cominciasse il consiglio dei ministri.

“L’accesso alla pensione con la cosiddetta Quota 100 (almeno 62 anni di età e 38 di contributi) per i dipendenti pubblici partirà il 1 agosto del 2019, ha invece confermato il ministro della pubblica amministrazione Giulia Bongiorno su Twitter spiegando che la decisione è per “garantire continuità servizi a cittadini e imprese, e programmare il ricambio generazionale”. Sulle bozze circolate di recente la data era il 1 luglio.

Con il decreto sull’introduzione della cosiddetta Quota 100 ci sarà il trattamento di fine servizio “immediato per tutti i dipendenti pubblici (“quotisti” e non). Stop al differimento”. Lo dice il ministro della Pubblica amministrazione in un tweet. Non si precisa se si tratta dell’intera quota.”Il testo è pronto: tutto bene, tutto in ordine. Tutti i nodi sono stati risolti”, aveva riferito stramattina il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, al termine del vertice di maggioranza a palazzo Chigi.

Anche il nodo dell’anticipo del Tfr dei dipendenti pubblici “è stato risolto”, ha aggiunto Durigon. Conferme dirette anche da palazzo Chigi. “Incontro positivo; Governo soddisfatto. Ci sono tutte le risorse per quota 100 e per il reddito di cittadinanza”, si legge in una nota. Intanto, secondo quanto emerge dalle bozze del decretone circolate negli ultimi giorni, con l’arrivo del reddito di cittadinanza il Rei, reddito di inclusione,  scomparirà, ma non per chi già lo percepisce e continuerà a beneficiarne per tutta la durata prevista per il vecchio sussidio.

Da marzo, si legge, il Rei “non può essere più richiesto e dal successivo mese di aprile non è più riconosciuto”. Ma a chi se lo sia stato visto riconosciuto prima di aprile, “il beneficio continua ad essere erogato per la durata inizialmente prevista, fatta salva la possibilità di presentare domanda per il Rdc”.

Fonte: Italiaoggi.it

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