Dichiarazioni dei redditi anomale: arrivano le lettere

Nei mesi scorsi l’Agenzia delle Entrate ha inviato ad alcuni contribuenti delle lettere, informandoli del fatto che sono state riscontrate anomalie relative alla dichiarazione dei redditi per l’anno d’imposta 2016, sulla base dei dati ricevuti da parte delle Amministrazioni fiscali estere, nell’ambito dello scambio automatico di informazioni secondo il Common Reporting Standard (CRS).

In tali casi, il contribuente risulterebbe titolare di alcune attività finanziarie detenute all’estero e non indicate nell’apposito quadro RW del modello UNICO/730, come previsto dalla disciplina sul monitoraggio fiscale. Inoltre, qualora il contribuente abbia percepito nel 2016 anche redditi, quali interessi, dividendi e altri proventi, derivanti dalle medesime attività detenute all’estero, questi dovevano anch’essi essere indicati nella dichiarazione dei redditi relativa al 2016, ad eccezione di quelli già eventualmente tassati alla fonte in via definitiva.

Tali comunicazioni sono state inviate per promuovere l’assolvimento degli obblighi tributari in relazione alle attività dagli stessi detenute all’estero nel 2016 con indicazione delle modalità per richiedere informazioni o per eventuali precisazioni utili a chiarire l’anomalia segnalata, rivolgendosi alla Direzione Provinciale competente.

I contribuenti che hanno ricevuto tali comunicazioni possono regolarizzare la propria posizione presentando una dichiarazione dei redditi integrativa, beneficiando della riduzione delle sanzioni in ragione del tempo trascorso dalla commissione della violazione stessa.

I dati di cui è venuta in possesso l’Agenzia delle Entrate, attraverso gli strumenti messi a loro disposizione, per il periodo decorrente dal 1° gennaio 2016 riguardano:
– l’identificativo del conto;
– il nome e l’identificativo dell’istituzione finanziaria tenuta alla comunicazione;
– il saldo o valore del conto;
– l’importo degli interessi, dividendi, e altri redditi generati in relazione alla attività detenute nel conto, in ogni caso pagati o accreditati sul conto;
– gli introiti totali lordi derivanti dalla vendita o dal riscatto delle attività finanziarie, pagati o accreditai sul conto.

Nel caso sussistano effettivamente delle violazioni fiscali, il contribuente ha la possibilità di regolarizzare la propria posizione attraverso lo strumento del “ravvedimento operoso” per l’anno oggetto di comunicazione e per gli anni pregressi, se collegati alla medesima violazione. Diversamente, qualora gli interessati non provvedano a sanare tali violazioni fiscali, saranno soggetti alla ricezione di un successivo avviso di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate ai fini del recupero, sia delle sanzioni relative alla mancata compilazione del Quadro RW che delle imposte con annesse sanzioni riguardanti i redditi esteri non dichiarati.

La rilevazione di violazioni a carico del contribuente rispetto all’anno d’imposta 2016 non esclude assolutamente che l’indagine fiscale possa estendersi anche ad anni precedenti, potendo l’Agenzia richiedere alle autorità straniere anche le informazioni relative a tali periodi, allargando così lo spazio temporale della verifica.

Fonte: Bergamonews.it

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