Expo delle idee: sfida sul diritto al cibo

uci_09-02-15Sarà la prima volta nella storia delle Esposizioni universali che, a evento concluso, un’Expo lascerà in eredità un manifesto di impegni e priorità «frutto di un percorso condiviso e partecipato sul tema dell’Expo stesso», che nel 2015 sarà «Nutrire il Pianeta. Energia per la Vita». Così il ministro per le Politiche agricole Maurizio Martina ha presentato la «Carta di Milano», l’eredità “morale” di Expo 2015 su cui sta lavorando da circa un paio di anni un gruppo di docenti e ricercatori coordinati da Laboratorio Expo e che ieri è stata al centro di 42 tavoli tematici a cui hanno partecipato oltre 500 esperti, durante il convegno “Expo delle idee”.

Una prima versione ufficiale della Carta sarà presentata il 28 aprile, in occasione del terzo colloquio internazionale di Laboratorio Expo, il progetto di Expo Milano 2015 e Fondazione Giangiacomo Feltrinelli curato da Salvatore Veca. L’ambizione della carta, ha spiegato Veca, è chiedere espressamente «un’assunzione di responsabilità, da parte di tutti, nella battaglia per il diritto al cibo e contro le diseguaglianze e gli sprechi alimentari», indicando contestualmente le priorità per raggiungere gli obiettivi.

«I contenuti della Carta emergono oggi per la prima volta – ha spiegato Martina – ma ci stanno lavorando da quasi due anni decine di ricercatori e universitari». E continueranno a lavorarci nei prossimi mesi, aprendosi ad altri contributi, per poi consegnare la Carta, sottoscritta da tutti coloro che ne condividono contenuti e obiettivi, al segretario dell’Onu Ban Ki-moon il prossimo ottobre, collegando così il semestre di Expo all’appuntamento degli Obiettivi del Millennio.

Dodici le priorità individuate dalla Carta di Milano, a cui Laboratorio Expo ha lavorato in collaborazione con 130 centri di ricerca nel mondo, a partire dall’idea del cibo e dei diritti, ma anche delle tecnologie come strumento per superare le diseguaglianze e dare vita a uno sviluppo sostenibile. Quattro le macro-aree affrontate: lo sviluppo tra equità e sostenibilità; cultura del cibo, energia per vivere insieme; agricoltura, alimenti e salute per un futuro sostenibile; la città umana, futuri possibili tra smart e slow city. La Carta si pone come una bussola per capire quale direzione e quali soluzioni adottare e si rivolge a quattro “target” di soggetti: cittadini, imprese, istituzioni e “corpi intermedi” (associazioni, partiti). Tutti, ha detto Veca, sono chiamati a dare il loro contributo per un futuro sostenibile. Avrà tre sezioni: una prima parte sarà un manifesto riassuntivo dei principi e degli obiettivi, la parte centrale sarà dedicata ai diritti e agli impegni di tutti i soggetti coinvolti, mentre l’ultima parte raccoglierà tutti i documenti elaborati sui temi della sostenibilità e dell’alimentazione.

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