Il Reddito di Cittadinanza nei dati INPS

È stato pubblicato sul sito INPS il report dell’Osservatorio sul Reddito di Cittadinanza aggiornato al 4 settembre 2019 (che alleghiamo in fondo all’articolo).

Questi i dati principali sul numero di domande e sugli importi dei sussidi erogati:

  • Domande pervenute all’INPS = 1.460.463
  • Domande accolte 960.007 , di cui 90.812 ancora in lavorazione (non ancora iniziati i versamenti dall’Inps)
  • Famiglie beneficiarie di Reddito di Cittadinanza = 842.700 per un totale di 2.214.911 di persone coinvolte,
  • Pensioni di cittadinanza = 117.220 per 13.512 persone coinvolte.
  • Sussidi totali in fase di erogazione = 1.077. 227

La residenza dei nuclei familiari interessati è suddivisa nel territorio nazionale come segue:

  • regioni del Sud e nelle Isole = 55,6%
  • regioni del Nord = 27,9%
  • regioni del Centro = 16,4%.

Dal punto di vista economico , l’analisi degli importi erogati mensilmente alle famiglie evidenzia che:

  • il 21% dei beneficiari riceve meno a 200 euro (quasi 209mila famiglie)
  • il 4% riceve più di mille euro ( circa 33mila famiglie).
  • il 46,8% riceve tra i 400 e gli 800 euro.

La media dell’assegno del reddito di cittadinanza ragginge una media di 492 euro per i nuclei di due persone, e di 614 euro mensili a nuclei di 5 persone. Le famiglie con disabili sono 202mila e percepiscono in media 475 euro al mese.

Ancora non operativa invece la cosiddetta “fase 2 del reddito di cittadinanza” che prevede la ricerca di lavoro e l’occupazione (obbligatoria) per i soggetti maggiorenni che possono lavorare o almeno entrare in percorsi di formazione e riqualificazione. I navigator assunti dalle Regioni sono ancora in fase di formazione. Anche il reinserimento sociale attraverso i Comuni (Patto di inclusione) non funziona ancora, se non per chi era già inserito nelle misure previste dal Rei (reddito di inclusione)

La neo ministra del lavoro Nunzia Catalfo comunque rassicura: “Con il Reddito di Cittadinanza si è realizzato un importante elemento di tenuta sociale. Oggi per un milione di famiglie italiane, oltre tre milioni di persone, c’è la certezza di avere uno Stato che ha creato un percorso di reinserimento sociale, in piena attuazione del dettato costituzionale”. Un cammino svolto al fianco del cittadino e che rappresenta “una vera rivoluzione del mercato del lavoro, che rende il nostro sistema di welfare all’avanguardia investendo nel rafforzamento dei Centri per l’Impiego e riconoscendo il ruolo centralità della formazione”.

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