Il richiamo della terra: nuovi mestieri per l’agricoltura

Tornano mestieri scomparsi come il canestraio e il carbonaro ma soprattutto se ne inventano letteralmente di nuovi come il tutor dell’orto o l’agristilista. La terra tanto violata continua ad essere nonostante tutto fonte di sostentamento e di lavoro e l’attrazione per lei, in un contesto che può essere durissimo, è enorme.

La crisi economica che ha spinto ad esplorare nuove strade alla ricerca di lavoro giustifica solo in parte il boom dei mestieri in agricoltura, +48% in tre anni, secondo i dati Coldiretti, perchè c’è piuttosto, dopo decenni di spopolamento delle campagne e industrializzazione urbana, una rinnovata consapevolezza del valore della terra, di quello che rappresenta in termini di stile di vita e di riappropriazione dei ritmi della natura.

E’ una scelta consapevole più che una costrizione per i tempi di crisi, una scelta che in tanti casi significa accettare di guadagnare meno, il “giusto”, ma in un contesto ricco di soddisfazioni e che mette in contatto con l’essenza stessa della vita. I rischi in questi nuovi mestieri sono alti ma in tanti hanno scelto questo percorso.

Tante sono le storie per raccontare tutto questo nuovo mondo legato all’agricoltura. Questi che raccontiamo sono solo alcuni degli esempi possibili Domenico, Giovanna, Miriam (nella foto) sono tre giovani del catanzarese che hanno deciso di tornare nei luoghi d’origine dopo aver studiato al Nord e ripopolare con i bachi da seta un terreno meraviglioso completamente abbandonato da 10 anni.

La Cooperativa Nido di Seta che alleva bachi da seta per una produzione di altissima qualità e di recupero storico visto che che in quella zona, San Floro (Cz) c’era un’antica tradizione serica e con i gelsi producono ottime marmellate. Inoltre hanno ideato weekend o settimane di ‘viaggio nel mondo della seta’ epr far conoscere tutta la lavorazione.

Comments are closed.