In arrivo il Reddito di Cittadinanza n. 2

Una nuova fase per il Rdc, la misura voluta l’anno scorso dal M5S e poi duramente criticata sia dall’opposizione che dagli esponenti del mondo delle imprese. Al centro delle polemiche, innanzitutto, lo scarso valore che, sino ad oggi, hanno avuto i navigator nella ricerca del lavoro. Sono poi finiti sotto accusa i criteri di assegnazione della misura che, spesso, ha favorito i lavoratori in nero (ivi comprese le prostitute e, in alcuni casi, gli ex terroristi).

Ora, però, una nuova legge potrebbe modificare molte storture che, appena 12 mesi fa, sono state commesse per l’eccessiva fretta di tenere stabile la base elettorale dei Cinque Stelle. Si è così aperto il tavolo di confronto per la modifica del Reddito di cittadinanza o, come è stato provocatoriamente già rinominato, il Reddito di cittadinanza n. 2.

Le Regioni hanno avuto un confronto con il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo nella sede del dicastero a via Flavia, sulla “fase 2” dell’attuazione del provvedimento sul Reddito di cittadinanza.

Una corretta e uniforme attuazione degli strumenti e delle politiche attive connesse al Reddito di cittadinanza, in primis per l’erogazione della misura nazionale dell’assegno di ricollocazione, e l’attivazione dei meccanismi di condizionalità, quelli che devono scattare al momento della proposizione di offerte congrue di lavoro. Queste, in sintesi, le richieste illustrate dalle Regioni.

Francesca Puglisi (PD), afferma dalle pagine del Sole 24 Ore: «Il Reddito di cittadinanza è una buona misura di contrasto alla povertà. Ora dobbiamo concentrarci sulla fase due perché i navigator non diventino il capro espiatorio di un eventuale fallimento. I primi beneficiari profilati dai centri per l’impiego mostrano competenze molto basse, poco più della scuola secondaria di primo grado, e una storia di disoccupazione che dura da anni. Per loro, quindi, occorre puntare su una pluralità di strumenti, a cominciare da laboratori, corsi di aggiornamento e di formazione professionale, agganciandoli anche alle esigenze del territorio. Non solo. Gli operatori dei Cpi e i navigator, da soli, difficilmente potranno gestire una ricollocazione così massiccia. Anche qui, occorre intervenire, coinvolgendo meglio le agenzie per il lavoro private accreditate per favorire il più rapido inserimento».

E avverte: «Bisogna rilanciare l’occupazione in frenata: alcune rigidità dei contratti a termine vanno superate, e penso anche che il Jobs Act vada corretto prima che ce lo imponga la corte Ue. Nei licenziamenti collettivi deve tornare una unica disciplina sanzionatoria in caso di recesso dichiarato illegittimo dal giudice, anche per gli assunti dopo il 7 marzo 2015».

Cristina Grieco, assessore della Regione Toscana, coordinatrice della commissione Lavoro e Istruzione della Conferenza delle Regioni, ha ribadito l’urgenza di definire un’agenda di lavoro condivisa, che costituisca la cornice degli interventi da realizzare per lo sviluppo dell’occupazione. Abbiamo trovato d’accordo il ministro che ha riconosciuto il protagonismo e il carattere propositivo dell’azione delle Regioni».

«Nunzia Catalfo, anche su nostra sollecitazione – ha detto – ha poi proposto l’attivazione a breve della prevista “cabina di regia” per affrontare con i Comuni alcune questioni relative alle politiche sociali, alle ore di lavoro utili alla collettività, ai rapporti con gli enti proprietari delle sedi dei centri per l’impiego e alla relazione fra gli i centri e gli uffici dei Comuni».

«Una cosa è certa – ha proseguito Grieco – dobbiamo dare gli strumenti ai centri per l’impiego fondati su regole e procedure condivise e su una uniformità di comportamento».

Per Grieco, «serve un atto interpretativo del Ministero del Lavoro, con particolare riferimento alle conseguenze della mancata presentazione dei beneficiari del reddito di cittadinanza alle convocazioni da parte dei centri in assenza di un giustificato motivo».

«C’è bisogno di un’attuazione uniforme sui territori delle disposizioni in materia di sanzioni, individuando – ha sottolineato la coordinatrice della Commissione Lavoro e Istruzione della Conferenza delle Regioni – una data unica nazionale per l’avvio dell’attuazione dei meccanismi di condizionalità. Lo strumento dell’assegno di ricollocazione deve poi diventare operativo. Occorrono inoltre regole condivise per render applicabili le norme sull’offerta congrua di lavoro, per evitare distorsioni o effetti discriminatori. Obiettivi che vanno perseguiti – ha spiegato l’assessore della Regione Toscana – anche attraverso una campagna di comunicazione nazionale rivolta ai beneficiari del Reddito di cittadinanza, per renderli consapevoli degli obblighi di attivazione connessi alla fruizione del beneficio».

«Infine – ha concluso Grieco – le Regioni hanno chiesto una sede unitaria di confronto tecnico e operativo con il Ministero del Lavoro, in cui questo ultimo, in raccordo con le sue agenzie, interloquisca in modo più produttivo con le Regioni, ed è poi importante che il Ministero dia mandato ai suoi uffici di avviare una interlocuzione con il livello tecnico delle Regioni per l’attuazione del previsto potenziamento dei centri per l’impiego».

Fonte: Laleggepertutti.it

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