Incentivi all’imprenditoria in rosa in agricoltura a tasso zero

Dal 15 settembre è aperto sul sito dell’Ismea il portale di accesso agli incentivi previsti dal D.M. “Donne in Campo“ (G.U. n.12 del 26 agosto 2020). Le agevolazioni concedibili consistono in un mutuo agevolato, a tasso zero, di importo non superiore a 300.000 euro, e comunque non superiore al 95% delle spese ammissibili.

Per accedere alle agevolazioni, l’impresa richiedente deve presentare in via telematica e utilizzando esclusivamente la modulistica messa a disposizione sul portale dedicato Ismea:

  • domanda di ammissione alle agevolazioni, compilata in tutte le sue parti;
  • copia di un documento di riconoscimento, in corso di validità, del titolare della impresa richiedente;
  • studio di fattibilità del progetto, compilato in tutte le sue parti, e comprensivo degli allegati.

Al momento dell’acquisizione a sistema, tutti i documenti devono risultare completi e correttamente compilati e sottoscritti ove previsto, dai soggetti interessati. Dopo la convalida della domanda non può essere effettuata alcuna modifica ai dati trasmessi che potranno essere utilizzati solamente in modalità lettura. La domanda di ammissione alle agevolazioni, le autodichiarazioni e lo studio di fattibilità richiesti devono essere redatti secondo i modelli disponibili sul portale.

In fase di compilazione della domanda, l’impresa richiedente deve dichiarare di essere consapevole delle responsabilità penali in cui incorre in caso di sottoscrizione di dichiarazioni mendaci e delle relative sanzioni penali di cui all’articolo 76 del DPR 445/2000, nonché delle conseguenze amministrative di decadenza dalle agevolazioni eventualmente conseguite.

Per la realizzazione dell’investimento è concesso un mutuo agevolato, a tasso zero, della durata minima di 5 (cinque) anni e massima di 15 (quindici) anni, comprensiva del periodo di preammortamento. Il mutuo agevolato è rimborsabile in rate costanti e posticipate. In caso di ritardo, viene applicato sulla somma dovuta un tasso di interesse di mora annuale, pari al tasso di riferimento europeo vigente alla data di scadenza della rata non pagata e comunque non inferiore a 0,50%.

Al fine di garantire la realizzazione degli investimenti previsti, la beneficiaria deve apportare un contributo finanziario, attraverso risorse proprie ovvero mediante finanziamento esterno, pari almeno al 20 (venti) per cento delle spese di investimento ammissibili, e comunque fino a concorrenza degli importi necessari alla copertura del fabbisogno finanziario generato dal piano degli investimenti, aumentato dell’IVA connessa agli acquisti oggetto dell’investimento.

Spese ammissibili – La misura ammette le seguenti tipologie di interventi:

  • spesa per lo studio di fattibilità, nella misura massima del 2% del valore complessivo dell’investimento da realizzare;
  • le spese relative alle opere agronomiche, alle opere edilizie e agli oneri per il rilascio delle relative concessioni;
  • le spese relative all’acquisto di macchinari, attrezzature e realizzazione impianti;
  • le spese per l’acquisto di beni pluriennali;
  • la spesa per l’acquisto di terreni, in misura non superiore al 10% dell’investimento da realizzare;
  • le spese per i servizi di progettazione, la cui somma, unitamente alle spese per la redazione dello studio di fattibilità, non può superare il 12% dell’investimento da realizzare;
  • le spese per la formazione specialistica dei soci e dei dipendenti dell’azienda beneficiaria, funzionali al progetto proposto.

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