Olio: vendere sotto costo uccide la filiera

Una norma che vieti le vendite sottocosto indiscriminate per l’olio extra vergine di oliva. La tendenza, infatti, ad offrire in promozione l’extra ha portato sempre più giù i prezzi danneggiando tutta la filiera. E’ la proposta lanciata da Assitol, l’Associazione Italiana dell’industria olearia, in occasione di Olio Officina Festival (Oof), la tre giorni milanese dedicata al mondo degli oli e condimenti. Una manifestazione che si apre all’insegna dei festeggiamenti per celebrare i 60 anni dell’olio extravergine di oliva e del marchio di qualità che attesta un primato italiano nella valorizzazione dell’oro verde.

“Il ricorso selvaggio al sottocosto è una realtà sotto gli occhi di tutti – ha detto la presidente del Gruppo olio d’oliva di Assitol, Anna Cane – e a distanza di 60 anni dalla definizione dell’extra vergine, è ora di agire tutti insieme a difesa del prodotto, della sua centralità nell’alimentazione e per la sostenibilità economica di tutta la filiera”.

Secondo l’Associazione il fatto di aver trasformato l’extra vergine in uno dei prodotti civetta per eccellenza, messo sul mercato a poco prezzo per attirare i consumatori, trascina con sé tutta la filiera. Questa gara al ribasso, infatti, ha aggiunto il direttore generale dell’Associazione, Andrea Carrassi, “induce il consumatore a pensare che l’extra valga poco, quindi costi poco”. Inoltre, questo spiega perché il prezzo al consumatore finale spesso non copra i costi di produzione, mettendo in seria difficoltà gli olivicoltori italiani.

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