Opzione donna: regole e proroga 2022

L’istituto sperimentale per il pensionamento anticipato delle donne (cd. opzione donna) sarà nuovamente prorogato anche per il 2022. Lo prevede il disegno di legge di bilancio firmato ieri dal Capo dello Stato e che passa ora in Parlamento per la discussione e approvazione definitiva. Si ricorda che le modifiche sono sempre possibili ma su questo punto pare che la maggioranza che sostiene il Governo abbia raggiunto già un accordo interno per cui in Aula non dovrebbero esserci ulteriori sorprese.

La prima bozza prevedeva un innalzamento del requisito dell’età a 60 anni, mentre l’attuale versione prevede nuovamente la possibilità di optare per il trattamento pensionistico anticipato:

  • alle lavoratrici che maturano i requisiti anagrafici di
  • almeno 58 anni di età per le lavoratrici dipendenti ed
  • almeno 59 anni di età per lavoratrici autonome,
  • e con il requisito contributivo di almeno 35 anni,
  • maturati entro il 31 dicembre 2021.

Inoltre si conferma che , per il personale delle istituzioni scolastiche e delle Istituzioni di Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) trova applicazione la speciale disciplina delle decorrenze (cd. finestre) dei trattamenti pensionistici (di cui all’articolo 59, comma 9, della L. 559/1997).per i soggetti che maturino i requisiti entro il 31 dicembre di un determinato anno, la decorrenza è posta dall’inizio dell’anno scolastico o accademico in cui ricadrà la suddetta data del 31 dicembre. Quindi entro il 28 febbraio 2022, il relativo personale a tempo indeterminato dovrebbe poter presentare domaida di cessazione daI servizio con effetti dall’inizio rispettivamente dell’anno scolastico o accademico.

Di seguito facciamo il punto sulla normativa in vigore ad oggi e sulle regole operative dettate dall’INPS per gli anni scorsi, che dovrebbero essere riconfermate ancora una volta, dopo l’entrata in vigore della legge di bilancio 2022, il prossimo 1 gennaio.

Regime anticipo pensionistico Opzione Donna
La c.d. opzione donna era stata introdotta dall’art. 1, comma 9, della L. 243/2004, il quale aveva previsto la possibilità per le lavoratrici che hanno maturato 35 anni di contributi e

  • 57 anni di età per le lavoratrici dipendenti del settore pubblico e privato iscritte all’AGO o alle gestioni sostitutive o
  • 58 anni per le lavoratrici autonome (requisito anagrafico da adeguarsi periodicamente all’aumento della speranza di vita),
  • di accedere anticipatamente al trattamento pensionistico, a condizione che optino per il sistema di calcolo contributivo integrale.

Tale opzione è stata modificata più volte; in particolare si ricorda l’art. 1, commi 222 e 223, della L. 232/2016, c.d. legge di bilancio per il 2017, che ha ulteriormente esteso la possibilità di accedere alla cd. opzione donna alle lavoratrici che non avessero maturato entro il 31 dicembre 2015 i requisiti richiesti a causa degli incrementi determinati dall’adeguamento dei medesimi all’aumento della speranza di vita. Più specificamente, si estendeva, a decorrere dal 2017, l’applicabilità dell’istituto alle lavoratrici che, al 31 dicembre 2015, non avessero raggiunto la frazione di 3 mesi (nell’età anagrafica).

L’articolo del dl 4 2019 prevede invece che il diritto al trattamento pensionistico anticipato secondo le regole di calcolo del sistema contributivo venga riconosciuto anche nei confronti delle lavoratrici che abbiano maturato, entro il 31 dicembre 2018 (in luogo del 31 dicembre 2015) un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni e un’età anagrafica pari o superiore a:

  • 58 anni (per le lavoratrici dipendenti) e a
  • 59 anni (per le lavoratrici autonome).

I requisiti anagrafici non sono più adeguati agli incrementi alla speranza di vita.

Ai fini del perfezionamento del requisito contributivo è valutabile la contribuzione a qualsiasi titolo versata o accreditata in favore dell’assicurata, fermo restando il contestuale perfezionamento del requisito di 35 anni di contribuzione utile per il diritto alla pensione di anzianità, ove richiesto dalla gestione a carico della quale è liquidato il trattamento pensionistico. Va sottolineato inoltre che l’anticipo con Opzione donna:

  • non è consentito alle lavoratrici iscritte alla Getione separata e che
  • la contribuzione versata in tale gestione non è utiliabile per perfezionare il requisito contributivo per le iscritte ad altre gestioni
    1) Opzione donna: le finestre di decorrenza
    2) Come fare domanda per la pensione Opzione Donna
    3) Il calcolo della pensione con Opzione Donna: quali contributi
    4) Opzione donna e cristallizzazione del diritto

1) Opzione donna: le finestre di decorrenza
Come detto, a tale trattamento pensionistico si applicano le disposizioni di cui all’art. 12 del D.L. 78/2010, che ha disposto una decorrenza (cd. finestra) per il pensionamento pari, rispettivamente, a:

  • 12 mesi per le lavoratrici dipendenti e a
  • 18 mesi per le lavoratrici autonome.

Anche in questo caso per il personale delle istituzioni scolastiche e delle Istituzioni di Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) trova applicazione la speciale disciplina delle decorrenze dei trattamenti pensionistici per cui per i soggetti che maturino i requisiti entro il 31 dicembre di un determinato anno, la decorrenza è posta dall’inizio dell’anno scolastico o accademico.

In sede di prima applicazione, entro il 28 febbraio dell’anno successivo il relativo personale a tempo indeterminato può presentare domanda di cessazione dal servizio con effetti dall’inizio rispettivamente dell’anno scolastico o accademico.

OPZIONE DONNA  

Soggetti interessati

Età

contributi al 31 dicembre

Decorrenza trattamento pensionistico

lavoratrici subordinate

58 anni

35 anni

Dopo 12 mesi dal  raggiungimento dei requisiti

lavoratrici autonome

59 anni

35 anni

Dopo 18 mesi dal   raggiungimento dei requisiti

2) Come fare domanda per la pensione Opzione Donna
Per effettuare la domanda servono le credenziali di accesso (, SPID o Carta nazionale dei servizi) e si può compilare e inviare la domanda telematica di accesso alla pensione disponibile fra i servizi on line, sul sito www.inps.it, nella sezione : “Domanda Pensione, Ricostituzione, Ratei, ECOCERT, APE Sociale e Beneficio precoci”.

Una volta effettuato l’accesso e scelta l’opzione “NUOVA DOMANDA” nel menù di sinistra, occorre selezionare in sequenza:
– per la pensione anticipata c.d. opzione donna: “Pensione di anzianità/vecchiaia” > “Pensione di anzianità/anticipata” > “Contributivo sperimentale lavoratrici”.
Devono essere selezionati, in tutti e tre i casi, il Fondo e la Gestione di liquidazione.
La domanda può, infine, essere presentata anche per il tramite dei Patronati e degli altri soggetti abilitati alla intermediazione delle istanze di servizio all’INPS ovvero, in alternativa, può essere presentata utilizzando il servizio del Contact center telefonico INPS.

Le ultime istruzioni operative sul tema sono state fornite per il 2021 con il messaggio n. 217 del 19.1.2021

3) Il calcolo della pensione con Opzione Donna: quali contributi
Dal punto di vista del calcolo del montante contributivo, il regime sperimentale Opzione Donna prevede il calcolo dell’assegno esclusivamente con il sistema contributivo, anche se i periodi di contribuzione versata si collocano in periodi interessati dal sistema retributivo o misto. Di norma questo tipo di calcolo comporta una penalizzazione dell’assegno che può andare dal 25 al 35% circa dell’importo della pensione. Sulla base della normativa che ha istituito il regime, ai fini del raggiungimento del requisito sono utili:

  • contributi obbligatori,
  • da riscatto o da ricongiunzione,
  • contributi volontari e figurativi. Ad esempio quindi si conteggiano i versamenti per il riscatto della laurea.

Sono esclusi invece i contributi figurativi accreditati per malattia e disoccupazione dei lavoratori dipendenti privati.

4) Opzione donna e cristallizzazione del diritto
Va ricordato infine che per il principio cd della “CRISTALLIZZAZIONE DEL DIRITTO A PENSIONE” si può accedere al pensionamento anticipato anche successivamente alla scadenza del regime opzionale. Ad esempio se una lavoratrice che abbia perfeziona i requisiti entro il 2020 può accedere al regime di Opzione Donna anche dopo la data di apertura della relativa finestra mobile. L’indicazione è stata fornita nel messaggio INPS n. 9231/2014.

Fonte: Fiscoetasse.it

 

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