Pensione anticipata, novità dal Governo con APE e RITA

previdenza_01-06-2016La nuova proposta discussa ieri a Palazzo Chigi è rivolta ai lavoratori che abbiano più di 63 anni ed abbiano aderito alla pensione integrativa complementare e che vogliono sfruttare la nuova pensione anticipata APE, i quali potranno ridurre gli effetti negativi delle penalizzazioni previste per l’uscita anticipata dal lavoro avvalendosi della nuova “Rendita integrativa temporanea anticipata” (RITA): in questo modo potrà ottenere subito una parte della pensione integrativa; connesso con Rita c’è il vantaggio di arrivare a dimezzare il “prestito” bancario che consentirebbe di usufruire dell’assegno previdenziale anticipato.

APE
Lo strumento, che sarà introdotto con la Legge di Stabilità 2017 (da approvare a fine anno). Il Governo spiega che l’obiettivo è venire incontro a quei lavoratori penalizzati dalla riforma Fornero, introdotto dal Governo Monti. L’APE sarà presumibilmente un anticipo sulla pensione di tre anni al massimo, con una penalizzazione diversificata a seconda del livello di reddito del lavoratore. Inoltre, si agirebbe solo sulla parte retributiva del montante versato negli anni di lavoro, poiché la quota contributiva già prevede un meccanismo implicito di penalizzazione in caso di ritiro anticipato. I pensionati che aderiranno all’Ape avranno una pensione ridotta (dall’1 al 4%) rispetto a quella che, altrimenti, potrebbero ricevere qualora attendessero l’ordinaria età pensionabile. Si partirà con una sperimentazione di tre anni (per i nati dal 1951 al 1953), che dovrebbe riguardare anche i dipendenti pubblici, con l’obiettivo di rendere successivamente strutturale l’intervento.

RITA
Con la nuova Rendita Integrativa Temporanea Anticipata (RITA), il Governo intende consentire, a chi sceglie l’Ape, di chiedere un trasferimento del capitale cumulato nel fondo pensione integrativo in moda da diminuire l’impatto negativo del prestito sul trattamento. Si tratterebbe, in pratica, di trasferire un importo dal fondo pensione per ottenere l’Ape, diminuendo, così, l’entità del finanziamento e delle rate da restituire. Una possibilità senz’altro di impatto positivo, ma utile, purtroppo, solo a chi aderisce alla previdenza complementare.

I VANTAGGI
L’Ape (Anticipo pensionistico) porterà a una riduzione dell’assegno anticipato per i soli over 63 variabile, anche per effetto di un apposito meccanismo di detrazioni fiscali, sulla base del numero di anni dell’anticipo, dell’entità dell’assegno percepito e della categoria di appartenenza: disoccupato di lungo corso, lavoratori interessati da crisi aziendali e uscite volontarie. In pratica, le detrazioni saranno maggiori per chi ha redditi bassi e per i disoccupati di lungo corso in condizione chiaramente disagiata per ridursi, fino ad azzerarsi del tutto, per chi possiede redditi più alti e per le uscite volontarie, a carico delle aziende nei casi di ristrutturazione. L’anticipo pensionistico sarà riconosciuto anche ai dipendenti pubblici: in particolare, donne e uomini per poter accedere all’anticipo fino a 36 mesi sulla pensione di vecchiaia dovranno aver compiuto 63 anni e sette mesi nel prossimo gennaio, quando scatterà l’Ape.

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