Pensione anticipata: senza quota 100 e vecchiaia, ipotesi uscita contributiva a 64 anni

Sono molti i dubbi dei lavoratori in vista della pensione riguardanti i requisiti di uscita, soprattutto per le Pensioni anticipate e per le uscite a quota 100. Il caso di una donna, psicologa e dirigente presso un ospedale della provincia di Pavia che ha scritto all’esperto di pensioni de La Repubblica è eloquente sulle modalità di uscita per la pensione, nonché sui requisiti richiesti, soprattutto se sopraggiunge l’incertezza di riuscire a mantenere il lavoro fino al pensionamento stesso.

Infatti la psicologa, assunta nell’ospedale dal 2 novembre del 1988, ha maturato oltre 31 anni di contributi, ma con il rischio di rimanere disoccupata. Per questo motivo la donna ha posto alcune domande sul suo attuale stato lavorativo e sulle prospettive di pensione, considerando che in questa situazione possono venire a trovarsi tantissimi contribuenti italiani.

Mancanza requisiti uscita quota 100, pensione anticipata e pensioni vecchiaia: il caso di una donna
Gli anni di lavoro accumulati danno la certezza che a 67 anni la psicologa maturerà sicuramente la pensione di vecchiaia, avendo già versato oltre 31 anni di contributi a fronte dei 20 anni minimi richiesti.

Tuttavia, mancando ancora svariati anni alla maturazione dei 67 anni, alla donna viene il dubbio se debba continuare a pagare altri contributi. La risposta dell’esperto di pensioni de La Repubblica, coadiuvato dalla Fondazione degli Studi dei Consulenti del Lavoro, è completa, in quanto analizza l’intera situazione lavorativa della donna, non tralasciando le ipotesi di pensione anticipata e di uscita a quota 100. Infatti, per la pensione anticipata occorrono almeno 41 anni e 10 mesi di versamenti, dunque mancherebbero circa dieci anni di contributi.

Per la pensione a quota 100, invece, è necessaria l’età minima di 62 anni oltre ad almeno 38 anni di contributi. Anche per la quota 100, dunque, manca sicuramente il requisito dei contributi versati. Non rimane, pertanto, che aggrapparsi alla pensione anticipata contributiva, una formula di uscita anticipata disciplinata, per ultimo, dalla Circolare dell’Inps numero 184 del 2015.

Pensioni anticipate contributive: alternativa a quota 100, vecchiaia e anticipata con uscita a 64 anni
Dal momento che la donna non potrà andare in pensione con uscita a quota 100 ed essendo distante dai contributi richiesti per la pensione anticipata e dall’età necessaria per la pensione di vecchiaia, l’esperto di pensioni suggerisce di far ricorso al computo dei contributi versati in Gestione separata Inps.

Con questo canale di uscita, secondo quanto previsto dalla Circolare Inps del 2015, si consente di andare in pensione anticipata contributiva in presenza di almeno un mese di contributi alla Gestione separata all’età di 64 anni con almeno venti anni di contributi versati. Tuttavia, occorre far riferimento a quello che sarà l’assegno di pensione futuro: infatti è necessario che l’importo sia di almeno 2,8 volte superiore all’assegno sociale. Tale parametro può considerarsi soddisfatto, per il 2019, in presenza di una pensione che, al lordo, sia di almeno 1.283 euro mensili.

I requisiti consentirebbero di agganciare questo canale di pensione anticipata ma occorre fare i conti con i tagli previsti sulla pensione: infatti, la conversione integrale dell’assegno al metodo di calcolo contributivo comporterebbe una penalizzazione che andrebbe a pesare su tutta la durata della pensione.

Fonte: It.blastingnews.com

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