Quota 100 solo per 3 anni, poi 41 di contributi per tutti

Il “pacchetto pensioni” da tradurre in un emendamento alla manovra è pronto. E poggia su “quota 100” in versione ponte per i prossimi tre anni in vista dell’introduzione, dal 2022-23, di quota 41 per tutti. Le misure definitive prevedono anche una proroga di “opzione donna” per un anno (e non più tre), così come per l’Ape sociale, con l’impegno di un eventuale rinnovo con la prossima legge di Bilancio.

Confermato invece in via strutturale il non adeguamento alla speranza di vita dei requisiti per l’uscita anticipata con 41 anni e 10 mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini. Dall’anno prossimo scattano solo i 67 anni per la vecchiaia, requisito destinato a rimanere tale fino al 2023 se saranno confermate le attuali stime Istat sulla speranza di vita, che nel prossimo triennio prevedono un’inversione di tendenza e quindi un calo e non più un aumento della aspettativa di vita.

L’ipotesi più gettonata nelle ultime ore è quella della presentazione di un emendamento nel passaggio al Senato del disegno di legge di Bilancio. Anche se, ancora ieri, non appariva del tutto preclusa la possibilità di inserire il “pacchetto pensioni” già tra i correttivi del governo o dei relatori in arrivo in Commissione Bilancio alla Camera che prima del voto potrebbero trasformarsi in un emendamento unificato (tipo “maxi”). L’eventuale soluzione di scorta per dare una tempistica simile a “quota 100” e Reddito di cittadinanza resta quella del decreto legge post-manovra.

Fonte: Ilsole24ore.com

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