Riforma pensioni, cosa cambia: quattordicesima, Ape e le novità del governo

previdenza_15-10-16Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Tommaso Nannicini, ha confermato ai sindacati che il governo stanzierà 1,5 miliardi nel 2017 e 1,6 nel 2018 per complessivi sei miliardi nel triennio. Nelle intenzioni del governo la rata di rimborso per l’Ape (Anticipo pensionistico) volontaria sarà del 4,5/4,6. L’esecutivo ha assicurato che saranno stanziate le risorse necessarie “che dovrebbero essere contenute”, ma non ha fornito cifre specifiche.

L’APE VOLONTARIO
Da 63 anni di età, con 3 anni e 7 mesi di anticipo sull’età pensionabile, con rata del prestito pari a un taglio del 4,5-4,6% per ogni anno di anticipo sulla pensione, quindi con un costo massimo tra il 15 e il 20% sulla pensione percepita per 20 anni.

L’APE SOCIALE
A carico dello Stato, richiede 30 anni di contributi se disoccupati e 36 anni se in costanza di rapporto di lavoro, purchè con reddito lordo entro a 1.350 euro. All’Ape sociale potranno accedere coloro i quali hanno svolto lavori gravosi. Se il reddito è maggiore si paga una rata corrispondente alla parte eccedente. Il trattamento è riservato a disoccupati, disabili e categorie di lavoratori impegnati in attività usuranti, tra i quali il Governo ha aggiunto: maestre, operai edili, alcune categorie di infermieri, macchinisti, autisti di mezzi pesanti. Bisogna aver svolto i lavori usuranti per almeno metà dell’attività lavorativa o 7 anni negli ultimi 10 di lavoro.

L’APE IMPRESE
A carico del datore di lavoro, si applica come incentivo alla pensione anticipata nell’ambito di ristrutturazioni aziendali, prevedendo un’agevolazione fiscale che compensi in parte il costo del trattamento.

PRECOCI
Potranno andare in pensione anticipata con 41 anni di contributi i lavoratori precoci, ovvero quelli che non hanno ancora 63 anni ma che hanno 12 mesi di contributi versati prima dei 19 anni se disoccupati o che sono parte delle categorie previste per l’Ape social. Il governo – ha spiegato Proietti – ha anche confermato l’intenzione di togliere la penalizzazione (che sarebbe dovuta tornare nel 2019) per chi va in pensione prima dei 62 anni.

LA QUATTORDICESIMA
Sarà estesa anche ai pensionati con assegno fino a due volte il trattamento minimo (circa 1000 euro mensili). I pensionati che oggi non arrivano a mille euro di assegno mensile avranno una quattordicesima tra i 330 e i 500 euro, mentre è previsto per chi prende meno di 750 euro un aumento mensile tra i 100 e i 150 euro.

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