Riforma pensioni, pensione anticipata di 5 anni: chi ne potrà usufruire

Buone notizie per tutti coloro che sono in attesa di novità sul fronte della pensione anticipata. Il Parlamento, infatti, ha dato il via libera al Decreto Crescita che al suo interno, tra le altre cose, contiene anche una misura che consente di anticipare la pensione di 5 anni rispetto ai requisiti previsti dalla normativa in vigore. Il decreto con tale norma agisce quindi sul mercato del lavoro incentivando la flessibilità in uscita e il turnover aziendale.

Non tutti, però, potranno usufruire di questa nuova misura di pensione anticipata: sono previsti infatti dei requisiti di accesso alla misura, primo fra tutti l’obbligo di trovarsi a non più di 60 mesi dal conseguimento del diritto alla pensione di vecchiaia, ossia 5 anni.

Ma chi potrà andare in pensione anticipata di 5 anni? Quali sono i requisiti richiesti? Di seguito tutte le informazioni utili in merito.

Pensione anticipata di 5 anni, i requisiti richiesti
Come anticipato precedentemente, per poter usufruire della nuova misura di pensione anticipata contenuta nel Decreto Crescita è richiesto il possesso di alcuni requisiti.

Consentendo la nuova norma l’anticipo sull’uscita di 5 anni, innanzitutto, è chiaro che essendo l’età pensionabile attualmente fissata a 67 anni per usufruire della misura occorrerà aver raggiunto almeno i 62 anni di età. Oltre al requisiti anagrafico, tuttavia, è richiesto anche il raggiungimento del requisito contributivo minimo che è fissato a 20 anni.

Volendo riepilogare, dunque, i requisiti necessari per poter accedere alla nuova forma di pensione anticipata sono:
– aver raggiunto un’età pensionabile che non si discosti per più di 60 mesi (5 anni) dal conseguimento del diritto alla pensione di vecchiaia;
– aver maturato il requisito contributivo minimo (20 anni).

Soggetti interessati
Non tutti i soggetti in possesso dei requisiti fino a qui elencati, tuttavia, potranno accedere alla misura di pensione anticipata che consente di anticipare l’uscita dal mondo del lavoro di 5 anni.

La misura, infatti, è riservata esclusivamente a coloro che operano in aziende molto grandi, con un organico superiore a 1.000 unità, che intendano avviare processi di rinnovamento tecnologico, reindustrializzazione e riorganizzazione.

Tale aspetto è importante se si considera la copertura economica della misura: l’anticipo pensionistico infatti viene pagato dall’azienda che dovrà corrispondere un assegno pensionistico al dipendente finché quest’ultimo non inizi a percepire la pensione vera e propria.

Per chi deciderà di avvalersi della misura, inoltre, è importante sapere che l’assegno non è comprensivo dei relativi contributi previdenziali e dell’eventuale periodo di NASPI. Di conseguenza la pensione che andrà a percepire sarà inferiore a quella che avrebbe percepito rimanendo sui posto di lavoro fino all’ordinaria età pensionistica.

Fonte: Money.it

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