Riforma pensioni: Quota 100 in Gazzetta Ufficiale, Tfs detassato nella PA

Le ultime novità sulle Pensioni ad oggi 29 gennaio 2019 vedono completarsi l’iter di approvazione del decreto legge riguardante il pacchetto pensioni e la riforma del welfare. Il testo ha ricevuto infatti nella giornata di ieri la firma del Presidente della Repubblica Mattarella, mentre nella serata è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Gli occhi dei lavoratori restano ora puntati sull’Inps, in attesa che pubblichi le circolari contenenti le istruzioni da seguire per inoltrare le domande di quiescenza. Sempre nella giornata di ieri sono emerse importanti novità sul meccanismo di liquidazione del Tfs per i lavoratori del settore pubblico che faranno ricorso alla quota 100. Infine, da un’indagine della Spi Cgil emergono dati preoccupanti sulla povertà in età avanzata e sulle difficoltà vissute da molti pensionati con redditi bassi.

Riforma previdenziale, la quota 100 in GU assieme alla proroga di Ape social e Opzione donna
Diventa finalmente legge la quota 100, il meccanismo che consente ai lavoratori con almeno 62 anni di età e 38 anni di versamenti l’accesso alla pensione anticipata, rinunciando però alla percezione di redditi da lavoro dipendente o autonomo fino ai 67 anni. Il provvedimento è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale nella serata di ieri, ma nel testo del provvedimento sono inserite anche la proroga dell’Ape sociale e dell’opzione donna [VIDEO]. Ora il Parlamento dovrà occuparsi di convertire il DL entro i prossimi 60 giorni, ma nel frattempo l’attenzione dei lavoratori si dirige sull’Inps. Dall’Istituto pubblico di previdenza si attende infatti la circolare che conterrà le istruzioni operative su come accedere alla nuova flessibilità previdenziale, oltre che al nuovo reddito di cittadinanza.

La detassazione per la liquidazione dei pensionamenti flessibili nella PA
L’applicazione della quota 100 nella Pubblica amministrazione potrà garantire il pagamento immediato di una parte del trattamento di fine servizio ai lavoratori che ne faranno richiesta. La prospettiva emerge dalle pieghe del cosiddetto “decretone” e riguarda la possibilità di chiedere un prestito ponte simile a quanto già avviene per l’Ape volontario. Il lavoratore dovrà farsi carico dei costi relativi agli interessi passivi sul prestito, ma potrà compensarli grazie ad uno sgravio fiscale dell’1,5% l’anno rispetto alle aliquote Irpef applicate all’emolumento (per un massimo complessivo che può arrivare a toccare il 7,5%). In questo modo, verrà ripristinato il diritto alla percezione del trattamento, senza dover aspettare le date ordinarie di quiescenza secondo quanto previsto con la legge Fornero.

Quasi la metà degli anziani non può permettersi il riscaldamento
Nel frattempo continuano ad emergere dati preoccupanti riguardo la povertà in anzianità avanzata. Secondo un’indagine condotta dalla Spi Cgil e dalla Fondazione Di Vittorio, il 14% delle persone in età avanzata non può permettersi di mantenere una temperatura adeguata all’interno della propria abitazione, mentre il 33% potrebbe comunque trovarsi davanti a questa situazione nel breve termine. La pensione non basta quindi per pagare gas, luce e acqua calda, tanto che si parla di “poveri energetici”. Si tratta perlopiù di persone sole che vivono in piccoli appartamenti (massimo 60 metri quadri) e che non hanno grandi attività di condivisione sociale. Tra i più poveri si trovano ex artigiani e casalinghe, mentre le condizioni sarebbero più gravi proprio tra coloro che non possiedono una pensione da lavoro e si trovano a vivere con assegni di reversibilità, di invalidità o con la pensione sociale.

Fonte: It.blastingnews.com

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