Se l’importo basso conviene accettare il reddito di cittadinanza?

Molti tra i primi beneficiari hanno ricevuto per il reddito di cittadinanza un importo più basso di quanto si aspettavano al momento della domanda. Conviene comunque accettare il sussidio?

Come abbiamo visto, anche se l’importo medio è di 520 euro, tra i primi beneficiari del reddito di cittadinanza, che in questi giorni ritireranno la carta, c’è malcontento perché molti si sono visti riconoscere meno di quanto si aspettavano. Abbiamo visto che la ragione dipende da alcuni fattori e parametri che incidono sul calcolo del reddito di cittadinanza.

Tra i fattori rilevanti (in senso positivo o negativo a seconda dei casi) ci sono il mutuo, l’affitto, la composizione del nucleo familiare, ecc. Il sussidio base infatti è di massimo 500 euro al mese (6000 euro l’anno).
A conti fatti però, trattandosi di integrazione al reddito del nucleo familiare, nella pratica l‘importo percepito sarà spesso più basso.

Facciamo l’esempio di una famiglia che, sommando i redditi di tutti i componenti arrivi a 3.000 euro al mese: l’importo spettante non supererà i 250 euro mensili. Un’eventuale parte residua può essere riconosciuta a titolo di rimborso mutuo o affitto. Anche la composizione del nucleo familiare incide sull’importo del reddito di cittadinanza: per ogni maggiorenne il coefficiente aggiuntivo è pari a 0,4, 0,2 per ogni minorenne. Chi prenderà quindi 780 euro per il reddito di cittadinanza? Solamente chi ha reddito pari a zero e vive in casa in affitto (500 euro di contributo integrativo al reddito e 280 di bonus affitto). In tutti gli altri casi va rimodulato tenendo conto di tutti i parametri.

Quello che si chiedono molti dei beneficiari ai quali sono stati riconosciuti poche decine di euro è se convenga in ogni caso accettare il sussidio. E’ vero infatti che, chi percepisce il reddito di cittadinanza, è tenuto a rispettare una serie di obblighi ed adempimenti. Per continuare ad incassare il benefit bisogna in primo luogo prendere parte per tutta la sua durata all’inserimento in attività socialmente utili.
Inoltre i beneficiari del RdC saranno coinvolti in maniera attiva nei programmi e progetti che organizzati dai Centri per l’impiego.
In cambio del sussidio, quindi, si chiede una disponibilità attiva di tempo.

Potrebbe rappresentare un deterrente per alcuni, soprattutto per chi si è dovuto accontentare di importi bassi? La scelta si basa su considerazioni soggettive quindi non possiamo dire che cosa sia giusto o sbagliato in questi casi.

Fonte: Investireoggi.it
Autrice: Alessandra De Angelis

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