Sentenza shock: rimborso per 6 milioni di pensionati

pensioni_05-05-15Dopo la sentenza della Corte Costituzionale, che ha bocciato il mancato adeguamento delle pensioni per il biennio 2012-2013, il Governo si trova adesso a dover affrontare un nuovo allarme rosso per i conti pubblici. Almeno 10 miliardi: questa la stima approssimativa dei rimborsi dovuti dal governo per il mancato adeguamento delle pensioni all’inflazione confermato dalla sentenza della Corte Costituzionale destinata a passare alla storia del sistema previdenziale.

La notizia ha fatto scalpore sebbene giunta a ridosso del ponte del primo maggio: non c’è inaugurazione di Expo o concertone che tenga di fronte alla possibilità di vedersi rimborsati finalmente gli ammanchi per il mancato adeguamento delle pensioni 2015 all’inflazione. A trarne beneficio potrebbero essere circa 6 milioni di pensionati.

Come si arriva ai circa 10 miliardi di euro da rimborsare? L’Avvocatura dello Stato aveva quantificato in 4,8 miliardi di euro il valore del blocco per il mancato adeguamento delle pensioni 2015. Ma a questa somma bisogna aggiungere le conseguenze trascinatesi negli anni successivi visto che l’adeguamento all’inflazione resta incorporato nella pensione. Ci sono quindi gli interessi. Il governo inoltre dovrà fare i conti con una inevitabile maggiore spesa per gli anni prossimi, conseguente al ricalcolo delle pensioni stesse e ai futuri adeguamenti che saranno quindi fatti su un importo pensionistico maggiore. Probabilmente è a questi rimborsi che sarà destinato il famoso «tesoretto» da 1,6 miliardi del Def che servirà a coprire solo una minima parte dell’importo.

Sulla carta quindi la cifra ammonta a circa 10 miliardi di euro (con rimborso medio di 1800 euro). Il governo però verosimilmente dovrà trovare delle vie alternative per ridurre il potenzialmente drastico impatto sui conti pubblici dell’esecuzione integrale e immediata della sentenza. Quali potrebbero essere questi escamotage? Potrebbe, ad esempio, disporre in primis il ricalcolo delle pensioni con gli adeguamenti bloccati nel 2012 e 2013 rinviando gli arretrati tramite un rimborso a rate. Oppure potrebbe limitare la platea dei beneficiari a chi riceve pensioni modeste, lasciando il blocco per le pensioni d’oro. Del resto la motivazione della sentenza si focalizza proprio sull’applicazione del blocco a pensioni di media entità.

Comments are closed.