Spostamenti tra Regioni vietati fino al 15 febbraio: cosa può succedere dopo senza un governo

Uno degli ultimi atti del governo Conte II è stato limitare gli spostamenti tra Regioni, in tutte le zone (anche gialle), fino al 15 febbraio 2021. Dopo le dimissioni dell’ormai ex premier, le consultazioni al Quirinale e il mandato esplorativo affidato da Sergio Mattarella a Roberto Fico hanno evidenziato l’inesistenza di un accordo tra le forze politiche. Così il presidente della Repubblica è intervenuto incaricando Mario Draghi, ex numero uno della Bce, di formare un nuovo governo. Ma dati i tempi stretti non è detto che possa insediarsi entro il 15 febbraio. In tal caso sarebbe ancora vietato spostarsi da una Regione all’altra?

Spostamenti tra Regioni vietati fino al 15 febbraio: cosa può succedere dopo senza un governo
Molte delle misure dell’ultimo Dpcm firmato da Giuseppe Conte hanno come data di scadenza venerdì 5 marzo. Il divieto di spostamento fra le Regioni, però, cade il 15 febbraio. Così come quello legato alla riapertura delle piste da sci. Senza un provvedimento del governo per prorogare la scadenza si potrebbe tornare a viaggiare, ma l’assenza di un Esecutivo pone il dubbio.

Mentre il Comitato tecnico scientifico ha appena dato il via libera agli impianti dal 15 febbraio (ma solo in zona gialla), i gestori chiedono adesso la rimozione del divieto di uscire dai confini regionali. Al momento il governo uscente non ha richiesto alcun parere al Cts: trattandosi di una limitazione alle libertà personali, la decisione dovrebbe arrivare con un provvedimento del premier (al momento ancora Conte) su richiesta del ministro della Sanità.

Nel caso in cui non ci fossero ulteriori comunicazioni, però, il divieto decadrebbe comunque. Dal 15 febbraio, pertanto, si potrebbe tornare a circolare liberamente tra regioni senza autocertificazione.

Quali sono i motivi per cui è possibile spostarsi da una Regione all’altra
Va ricordato che i motivi che permettono di raggiungere una Regione diversa dalla propria coincidono con quelli attualmente validi a livello nazionale per i Comuni in zona arancione e rossa. Nello specifico: sia il DL n. 2 del 2021 che il Dpcm del 14 gennaio 2021 non hanno reiterato l’esclusione delle cosiddette seconde case (abitazioni non principali) ubicate fuori Regione, in cui è sempre consentito il rientro.

Inoltre, ci si potrà spostare per raggiungere il coniuge/partner se ha la residenza o il domicilio nel Comune di destinazione o se in quel Comune c’è l’abitazione solitamente utilizzata dalla coppia. Oltre ovviamente a motivi di lavoro e di salute.

Fonte: Fiscoetasse.it

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