Agevolazioni per l’assunzione di lavoratori autistici

Previdenza - 7 Ott 2022

E’ stato firmato dal ministro del Lavoro Orlando nei giorni scorsi, il Decreto interministeriale che definisce le modalità attuative del beneficio fiscale e contributivo previsto per favorire l’integrazione sociale e lavorativa delle persone con disturbi dello spettro autistico. Ne dà notizia un comunicato sul sito ministeriale.

Cosa prevedeva la misura

  • l’inquadramento come start up innovativa a vocazione sociale;
  • un incentivo economico del 70 per cento della retribuzione per i datori di lavoro;
  • la non imponibiltà fiscale dello stipendio per il lavoratore.

L’incentivo per i datori di lavoro è stato oggetto di richiesta di autorizzazione alla Commissione europea da parte del Ministero del lavoro.

Requisiti richiesti per le startup

  • residenza in Italia;
  • costituzione da non più di 60 mesi;
  • impiego di lavoratori con disturbi dello spettro autistico, quali dipendenti o collaboratori, per un periodo di almeno un anno, in proporzione uguale o superiore ai due terzi della forza lavoro complessiva.

Agevolazioni per le assunzioni di lavoratori autistici

Il testo del decreto interministeriale prevede che la retribuzione dei lavoratori con i predetti requisiti, non concorra alla formazione del reddito imponibile complessivo del lavoratore ai fini fiscali e contributivi. I datori di lavoro saranno tenuti comunque a inviare le denunce mensili per la valorizzazione dell’estratto contributivo dei lavoratori.

Per i lavoratori che ricevano dall’Inps assegno o pensione di invalidità, tali prestazioni sono sospese per il periodo di assunzione nel caso venga superato il limite reddituale previsto dalla legge. Il lavoratore sarà tenuto a comunicare, entro 30 giorni dall’assunzione, la variazione della propria situazione reddituale e in caso di accertamento da parte delle autorità ci dell’eventuale indebita fruizione è previsto il recupero del relativo importo.

Retribuzione e utili

La retribuzione dei lavoratori assunti da una start-up a vocazione sociale dovrà essere costituita da una parte non inferiore al minimo tabellare previsto, per il rispettivo livello di inquadramento, dal contratto collettivo applicabile e da una parte variabile, consistente in trattamenti collegati a obiettivi o parametri di rendimento concordati tra le parti.

Gli utili di esercizio derivanti dall’attività di impresa della start-up a vocazione sociale non sono imponibili ai fini delle imposte sul reddito e dell’ IRAP per cinque esercizi successivi alla data di inizio di attività.

Start up innovative a vocazione sociale

Ricordiamo che attualmente le start up innovative a vocazione sociale sono una particolare categoria di startup, disciplinata dall’articolo 25 comma 4 D.L. 179/2012 Tali società operano in via esclusiva nei settori definiti dal D.Lgs. 155/2006 ossia:

  • assistenza sociale e sanitaria;
  • educazione istruzione e formazione;
  • tutela dell’ambiente e dell’ecosistema;
  • valorizzazione del patrimonio culturale, turismo sociale;
  • formazione universitaria e post-universitaria, ricerca ed erogazione di servizi culturali, formazione extra-scolastica finalizzata alla prevenzione della dispersione scolastica ed al successo scolastico e formativo;
  • servizi strumentali alle imprese sociali.