Agricoltura: lavoro occasionale e NASPI

Rubrica Agricoltura - 25 Nov 2023

Nella circolare 89 del 7 novembre 2023 INPS fornisce le indicazioni sulla compatibilità fra percezione di indennità di disoccupazione dei lavoratori subordinati Naspi e autonomi (Discoll) con prestazioni subordinate occasionali di lavoro agricolo. La novità ha la finalità di assicurare la continuità delle attività stagionali del settore agricolo e si riferisce solo al biennio 2023-2024. L’Istituto precisa in particolare i limiti di compatibilità previsti in termini di durata e il trattamento fiscale dei compensi mentre non fornisce ancora indicazioni sugli aspetti contributivi.

Limiti e compenso del lavoro agricolo subordinato occasionale

La circolare INPS ricorda innanzitutto che le prestazioni agricole di lavoro subordinato occasionale a tempo determinato sono:

  • attività di natura stagionale di durata non superiore a quarantacinque giornate annue per singolo lavoratore svolte SOLO da precise categorie di lavoratori, ovvero:
    – disoccupati,
    – percettori di reddito di cittadinanza o indennità di disoccupazione o altri ammortizzatori sociali
    – pensionati di vecchiaia o di anzianità;
    – giovani con meno di 25 anni di età, se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado, nei periodi liberi da impegni scolastici;
    – detenuti o internati, ammessi al lavoro all’esterno o in semilibertà.
  • percettori delle prestazioni di disoccupazione NASpI e DIS-COLL

La norma precisa che sono ammessi esclusivamente i soggetti che, ad eccezione dei pensionati, “non abbiano avuto un ordinario rapporto di lavoro subordinato in agricoltura nei tre anni precedenti all’instaurazione del rapporto di lavoro occasionale”.

Il compenso erogato al lavoratore per il lavoro occasionale in agricoltura è esente da qualsiasi imposizione fiscale e non incide sullo stato di disoccupato o inoccupato, entro il limite di quarantacinque giornate di prestazione per anno civile. Sono dovuti i contributi unificati previdenziale e assistenziale nella misura prevista per le zone agricole svantaggiate (articolo 1, comma 45, della legge 220/2010). Tali prestazioni possono essere svolte senza obbligo di comunicazione all’INPS del compenso ne deriva.

Dalla norma sopracitata deriva che le indennità NASPI e DISCOLL percepite da durante i periodi di lavoro occasionale agricolo non sono soggette a sospensione, riduzione o decadenza previsti dagli articoli 9,10,11 del DLGS 22/2015. I compensi derivanti dalle prestazioni occasionali sono interamente cumulabili anche con i trattamenti pensionistici. La contribuzione versata dal datore di lavoro e dal lavoratore per queste prestazioni lavorative risulta utile ai fini di eventuali successive prestazioni di disoccupazione, anche agricola. Gli accrediti figurativi delle indennità sono ridotti in misura pari agli accrediti contributivi derivanti dalle prestazioni di lavoro.

Esclusi dal lavoro occasionale in agricoltura

Nella nota 1002 2023 di giugno 2023 l’ispettorato nazionale ha risposto ad un ufficio territoriale che chiedeva se “un lavoratore, che ha lavorato per qualche giorno tramite agenzia per il lavoro presso un’azienda agricola, possa successivamente svolgere una prestazione di lavoro occasionale presso la stessa azienda”. Viene ricordato che il regime contrattuale sperimentale introdotto dalla legge 197 2022 per il biennio 2023- 2024, consente alle imprese agricole il ricorso a forme semplificate di utilizzo delle prestazioni occasionali a tempo determinato per attività di natura stagionale di durata non superiore a 45 giornate annue per ciascun lavoratore.

Per espressa previsione normativa il ricorso a tale tipologia contrattuale è ammesso esclusivamente per determinate categorie di soggetti . Il fine è di impedire un “deterioramento” dei rapporti di lavoro caratterizzati da maggiore stabilità in rapporti di lavoro prettamente occasionali. Per questo l’Ispettorato afferma il divieto di utilizzo anche di lavoratori che, nell’arco temporale indicato dalla norma, siano stati occupati come operai agricoli, anche se in forza di un rapporto di lavoro non direttamente instaurato con l’impresa agricola, ma tramite l’agenzia di somministrazione.

Esclusi dunque dalla possibilità di lavoro subordinato occasionale i lavoratori impiegati nei tre anni precedenti tramite agenzie di somministrazione. Il datore di lavoro dovrà per evitare le sanzioni previste, assicurarsi attraverso una autocertificazione del lavoratore sull’assenza di tali rapporti precedenti