Cambiamenti climatici e agricoltura. Il punto di vista dell’UCI

Mondo UCI - 23 Giu 2023

Il caldo torrido che si alterna a violente piogge. Abbiamo ancora negli occhi le immagini delle alluvioni che hanno colpito l’Italia e l’Emilia-Romagna in particolare. L’altro aspetto cruciale della questione è come affrontare i fenomeni che i cambiamenti climatici in corso ci abituano a considerare come una consuetudine. Il presidente Mario Serpillo spiega il punto di vista dell’UCI e propone alcune soluzioni, come le misure preventive e di adattamento.

Le parole di Mario Serpillo

«L’anno in corso resta, ad oggi, il più siccitoso degli ultimi vent’anni. D’altra parte, i terreni secchi diventano incapaci di assorbire precipitazioni molto abbondanti che cadono in poco tempo e l’acqua scorrendo in superficie, causa allagamenti, smottamenti e danni alle infrastrutture» spiega Mario Serpillo, presidente dell’Uci. «Non possiamo dimenticare l’impatto del cambiamento climatico in corso né tantomeno l’esistenza del dissesto idrogeologico, colpevolmente ignorato da anni ed oramai diffuso su tutto il territorio. È questo il momento delle misure concrete: bisogna partire da un piano idrologico nazionale per l’approvvigionamento idrico ed un ente unico per il monitoraggio delle risorse e dei consumi idrici nazionali, che in primis affronti lo “scandalo” della dispersione nella rete idrica nazionale, che determina uno spreco del 40% di acqua. Contestualmente è necessario adottare una politica di previdenza idrica che – dagli usi civici, a quelli produttivi (agricoli ed industriali) conduca ad una consistente riduzione dei consumi».

Le possibili soluzioni

«Tra le priorità assolute» spiega Serpillo «va sicuramente praticato un controllo ed una cura costante del territorio, a partire dalla manutenzione degli argini dei fiumi. Un’altra necessità improrogabile è quella di porre fine al consumo del suolo, in primo luogo perché le piogge permeando il terreno ed adeguatamente convogliate, contribuiscono significativamente alla ricarica delle faglie e non secondariamente perché sulle superfici lisce (di tipo cementizio o similari) l’acqua scivola via scorrendo e aumentando di potenza. Infine, bisogna provvedere immediatamente a dotare il paese di una efficiente rete di invasi disseminati su tutto il territorio; come pure di tutti quei sistemi di raccolta e di recupero delle acque con il duplice vantaggio di contrastare la dispersione idrica, e dunque far fronte alla siccità, e di riuscire a convogliare le acque rendendole, in caso di precipitazioni eccezionali, meno prorompenti e devastanti.