Età e requisiti per andare in pensione 2022

Previdenza, Senza categoria - 3 Ago 2022

A partire dal 13 agosto 2022 entrano in vigore alcune novità per andare in pensione: congedi parentali ampliati, congedo di paternità anche prima della nascita, estensione dell’indennità per gravidanza a rischio alle lavoratrici autonome, priorità dello smart working per chi ha figli o anziani o disabili da assistere con permessi legge 104. Sono alcune delle novità contenute nel decreto legislativo n. 105-2022 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 29 luglio 2022.

Congedo paternità anche prima della nascita
Il congedo di paternità obbligatorio di 10 giorni lavorativi è stato recentemente portato a regime dalla legge di bilancio 2022 e l’Inps ha già emanato le indicazioni operative per la fruizione. Con il nuovo decreto il congedo obbligatorio e indennizzato al 100% per i padri potrà essere fruibile, come il congedo di maternità, liberamente in tutto l’arco temporale che va dai 2 mesi precedenti ai 5 successivi al parto, sia in caso di nascita sia di morte perinatale del bambino. In caso di parto plurimo il congedo sale a 20 giorni in vece che 10. Si tratta di un diritto autonomo e distinto spettante al padre lavoratore, accanto al congedo di paternità cosiddetto alternativo, che spetta soltanto nei casi di morte, grave infermità o abbandono del bambino da parte della madre. Nell’ottica della parità di trattamento il congedo di paternità di 10 giorni è esteso anche ai dipendenti del pubblico impiego.

Congedo parentale fino a 12 anni del bambino
Due le novità in tema di congedo parentale facoltativo, successivo a quello obbligatorio e indennizzato solo al 30%:

1 – Passa da 10 a 11 mesi la durata complessiva del diritto al congedo facoltativo, spettante al genitore solo, per un maggiore sostegno ai nuclei familiari monoparentali.
2 – I congedi parentali in presenza di due genitori invece salgono a 9 in totale, invece che 6. Sono previsti infatti:

  • 3 mesi non trasferibili per ciascun genitore (3+3)
  • 3 mesi, trasferibili tra i genitori un’indennità pari al 30% della retribuzione.

Prevista inoltre una indennità spettante ai genitori, in alternativa tra loro, per il periodo di prolungamento fino a 3 anni del congedo parentale usufruito per il figlio in condizioni di disabilità grave pari al 30%. Aumenta da 6 a 12 anni l’età del bambino entro cui i genitori, anche adottivi e affidatari, possono usufruire del congedo parentale, indennizzato come descritto sopra.

Maternità lavoratrici autonome: indennità per gravidanza a rischio
Viene esteso il diritto all’indennità di maternità in favore delle lavoratrici autonome e delle libere professioniste, anche in caso di eventuali periodi di astensione anticipati per gravidanza a rischio.

Smart working e legge 104: in azienda priorità ai genitori e caregivers
Infine ancora una misura di impulso allo smart working come modalità di lavoro che sostiene la conciliazione tra vita professionale e vita familiare:

  • i datori di lavoro pubblici e privati che stipulano accordi per l’esecuzione della prestazione di lavoro in modalità agile sono tenuti a dare priorità alle richieste formulate dalle lavoratrici e dai lavoratori:
    – con figli fino a 12 anni di età o con figli senza alcun limite di età nel caso di figli in condizioni di disabilità ex legge 104 che siano caregivers cioè diano assistenza a familiari in condizioni di disabilità o non autosufficienza.

Il decreto prevede inoltre un nuovo articolo alla legge 104 prevedendo uno specifico Divieto di discriminazione ovvero di riservare un trattamento meno favorevole ai lavoratori che chiedono o usufruiscono dei benefici di cui all’articolo 33 della legge 104 1992, , agli articoli 33 e 42 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, all’articolo 18, comma 3-bis, della legge 22 maggio 2017, n. 81, e all’articolo 8 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, nonche’ di ogni altro beneficio concesso ai lavoratori medesimi in relazione alla condizione di disabilita’ propria o di coloro ai quali viene prestata assistenza e cura.

Sanzioni e obblighi ai fini della certificazione di parità
La nuova formulazione del congedo di paternità obbligatorio prevede in caso di ” rifiuto, opposizione o l’ostacolo all’esercizio dei diritti di assenza dal lavoro” per paternità la sanzione amministrativa da euro 516 a euro 2.582 a carico del datore di lavoro. Inoltre i datori di lavoro che non favoriscono l’esercizio dei diritti sopracitati non potranno nei due anni successivi ottenere la certificazione della parità di genere. Si ricorda che i mancati adempimenti in tema di parita di genere comportano l’applicazione delle sanzioni di cui all’articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica 19 marzo 1955, n. 520 e, nei casi più gravi, può essere disposta la sospensione per un anno dei benefici contributivi eventualmente goduti dall’azienda. Inoltre in assena di certificazione l’azienda puo essere esclusa da gare di appalto pubblico.