Novità per Quota 103, Opzione Donna e ApE Sociale

Previdenza - 18 Gen 2023

Quota 103

Prevede 41 anni di contributi e 62 anni di età da maturare entro il 31 dicembre 2023. Il trattamento non può superare cinque volte il minimo (2.818,65 euro al mese lordi), fino alla maturazione della pensione di vecchiaia. Si applicano le finestre mobili, pari a tre mesi per i dipendenti del privato e sei mesi per i lavoratori pubblici.

I lavoratori che, pur avendo maturato il requisito per la Quota 103, decidono di rimanere in servizio, possono chiedere una somma corrisposta direttamente in busta paga pari alla contribuzione normalmente a carico del lavoratore (9,19%). Viene quindi stabilito un esonero relativo al versamento da parte del datore di lavoro con la finalità di incentivare la prosecuzione dell’attività lavorativa (sull’esempio del cosiddetto bonus Maroni). Le modalità di attuazione saranno dettate da apposito decreto interministeriale.

Opzione Donna

Viene prorogata l’Opzione Donna con una serie di modifiche. Accedono le lavoratrici che entro il 31 dicembre 2022 hanno 35 anni di contributi e il seguente requisito di età:

  • 58 anni, per le lavoratrici con almeno due figli;
  • 59 anni, per le lavoratrici con un figlio;
  • 60 anni, per le lavoratrici senza figli.

E’ necessario avere almeno uno dei seguenti altri requisiti:

  • caregiver: assistono, al momento della richiesta, e da almeno sei mesi, il coniuge, parenti o affini con handicap in situazione di gravità 2;
  • invalidità civile non inferiore al 74%;
  • lavoratrici licenziate o dipendenti da imprese per le quali è attivo un tavolo di confronto per crisi aziendale. In quest’ultimo caso, si applica il requisito anagrafico dei 58anni.

ApE sociale

Lo strumento dell’Anticipo pensionistico sociale, in vigore dal maggio 2017, continuerà ad essere permesso per alcune categorie di lavoratori in particolare difficoltà, come i disoccupati di lungo corso, i caregiver e gli invalidi civili. Esso consente di accedere a un’indennità ponte con 63 anni di età e 30 anni di contribuzione, o al raggiungimento del requisito per l’uscita anticipata. Per gli addetti ad attività particolarmente pericolose, i cosiddetti lavoratori “gravosi” dettagliati dalla legge, l’Ape resterà ancora possibile con 63 anni di età e 36 anni di versamenti, i quali tuttavia dal 2022 sono scesi a 32 per gli operai edili, i ceramisti e i conduttori di impianti per la formatura di articoli in ceramica e terracotta.