Reddito di cittadinanza: le novità proposte da Durigon

Previdenza - 7 Nov 2022

Novità per il Reddito di cittadinanza, che non verrà abolito ma ridefinito: sarà rinnovato per periodi sempre più brevi e non sarà a vita, l’assegno calerà con il passare del tempo e chi rifiuterà una sola offerta di lavoro lo perderà per sempre. Queste le principali novità presente dal sottosegretario al lavoro Claudio Durigon (Lega) alle quali è al lavoro il Governo.

Reddito di cittadinanza, le novità

Al momento i percettori del Reddito di cittadinanza posso avere il sussidio fino a che non trovano un lavoro. Il primo vero intervento potrebbe dunque essere proprio sulla durata: non più un sussidio illimitato ma con una durata massima. La riforma proposta dalla Lega prevede che dopo 18 mesi il percettore del Reddito di cittadinanza che ancora non ha trovato lavoro venga sospeso e avviato in un percorso di sei mesi di politiche attive del lavoro, che prevede per esempio corsi di formazione adatti al suo profilo e alle richieste delle aziende.

Il sostegno del Fondo sociale europeo

Durante questi sei mesi, verrebbe economicamente sostenuto grazie al Fondo sociale europeo. Se dopo la formazione non riuscirà ancora ad entrare nel mondo del lavoro, il percettore verrà sospeso per sei mesi al termine dei quali potrà richiedere di nuovo il sussidio, ma con un taglio del 25% dell’assegno e una durata ridotta di 12 mesi. Durante i quali dovrebbe continuare a fare formazione. Se anche dopo questo periodo il beneficiario non riesce ad accedere al mercato del lavoro, verrà sospeso per altri sei mesi dal Reddito, passati i quali potrà chiedere per l’ultima volta il sussidio, questa volta “solo per sei mesi e per un importo decurtato di un altro 25%. Prenderà cioè la metà di quanto prendeva all’inizio”.

I controlli

“Pensiamo – ha detto Durigon – che il sistema non debba più essere gestito centralmente dall’Inps ma sul territorio dai comuni, che conoscono meglio le reali situazioni di povertà”.
In questo modo si calcola che si potranno risparmiare “a regime, cioè alla fine del percorso, almeno 3 miliardi” su una spesa di circa 8 miliardi l’anno. “Ma già in partenza, con la sospensione e il taglio del 25% del sussidio, circa 1,2 miliardi, senza contare i risparmi con i controlli”.